di Paola Iandolo
Avellino: scarcerato il 42enne, difeso dall’avvocato Angelo Polcaro, che qualche settimana fa minacciò di uccidere l’ex compagna. A revocare la misura degli arresti domiciliari è stato il giudice monocratico del tribunale di Avellino, Pierpaolo Calabrese, in accoglimento dell’istanza presentata dall’avvocato Polcaro al termine del giudizio di primo grado. Il 42enne era stato tratto in arresto in flagranza di reato. L’uomo, la sera del 7 marzo scorso, aveva chiamato l’ex dicendole: “Ti scanno”, poi era uscito di casa e aveva aggredito due agenti, mandandoli all’ospedale, e sfondato un vetro della volante.
Le contestazioni
Diverse le condotte delittuose ascritte all’imputato che, dopo aver minacciato di morte telefonicamente la sua ex compagna, fu bloccato dagli agenti della questura in pieno centro ad Avellino, in possesso di un coltello di grosse dimensioni mentre — come sostenuto dagli inquirenti — stava per recarsi presso l’abitazione della donna. L’uomo, sottoposto ad un divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico alla sua compagna, alla vista degli agenti gettò il coltello che deteneva e, dopo aver tentato una fuga, si scagliò contro gli agenti della questura di Avellino, colpendo con tale violenza gli stessi che furono costretti a far ricorso alle cure dei sanitari del locale nosocomio.
L'azione con lo spray urticante
Per bloccarlo e trarlo in arresto fu necessario l’utilizzo dello spray urticante. E solo grazie all’impiego dello spray al peperoncino e all’ausilio di un’altra pattuglia gli agenti riuscirono ad ammanettare il pluripregiudicato avellinese e a condurlo nella volante, non prima che lo stesso colpisse due dei diversi agenti accorsi sul posto, provocando agli stessi lesioni debitamente certificate. Ma la violenza del 42enne non si placò nemmeno nella volante, al punto che lo stesso, mentre si trovava sul sedile posteriore, sferrando forti calci, ruppe anche i finestrini dell’auto di servizio. Gravi le accuse a carico dell’uomo che fu condotto davanti al giudice per la convalida dell’arresto e per il giudizio direttissimo.
Rito abbreviato condizionato
In quella sede, il suo legale, dopo la concessione dei termini a difesa con rinvio del processo al 10 aprile, ottenne di definire il procedimento penale con rito abbreviato condizionato all’acquisizione di cospicua documentazione atta a comprovare la strumentalità delle accuse mosse dall’ex compagna nei suoi confronti. Il rito alternativo ha consentito all’imputato di beneficiare di uno sconto di pena. Inoltre, il giudice nella condanna di primo grado ha anche concesso — come richiesto dalla difesa — le attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulle contestate aggravanti, condannandolo alla pena di un anno e mesi cinque di reclusione. Intanto il giudice monocratico del tribunale di Avellino, accogliendo l’istanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari a cui il 42enne era sottoposto dal 09 marzo scorso, presentata dall’avvocato Angelo Polcaro, ha rimesso il 42enne in libertà.