Benevento

Raccontare l’industria, ieri come oggi, significa restituire un’immagine concreta e autentica del territorio, dei suoi valori e delle sue trasformazioni. Solo attraverso una lettura consapevole del presente, infatti, il sistema industriale sannita può immaginare strategie efficaci per il futuro. È da questa consapevolezza che ha preso forma il convegno “Le Collezioni dell’Ingegno. Archivi, spazi produttivi e musei d’impresa”, ospitato presso la sede di Confindustria Benevento.

L’iniziativa, dedicata al tema della cultura d’impresa tra identità, innovazione e comunicazione, è stata organizzata dall’impresa culturale Kinetès in collaborazione con Confindustria Benevento e con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale delle Aree Interne della Campania, portato avanti da anni dal Centro di Ricerca Kinetès, diretto dalla professoressa Rossella Del Prete, con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo, settore Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali guidato da Nadia Murolo.

Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulla governance del patrimonio culturale nelle aree interne, un patrimonio spesso nascosto, fatto di fondi archivistici mai inventariati e di luoghi produttivi dimenticati, che possono invece contribuire alla rigenerazione economica locale. Non solo fabbriche, ma anche botteghe artigiane, atelier, studi d’artista e teatri: spazi di produzione creativa che raccontano, ieri come oggi, l’identità di un territorio.

Nel suo intervento, Rossella Del Prete ha sottolineato come il settore della cultura e della creatività rappresenti un volano economico di grande rilievo, capace di generare un indotto significativo anche in ambiti apparentemente distanti, come quello dei videogiochi o delle tecnologie applicate al patrimonio culturale. L’obiettivo del progetto, ha spiegato, è valorizzare non solo le attività produttive storiche, ma anche una narrazione più ampia dell’economia sannita, troppo spesso ridotta alla sola vocazione agricola.

«Esiste una storia imprenditoriale fatta di industria e di manifattura che merita di essere raccontata – ha evidenziato – così come meritano attenzione le forme di produzione creativa. Una bottega di ceramica, ad esempio, è uno spazio produttivo a tutti gli effetti: identifica il territorio, lo racconta e si confronta con il mercato».

In quest’ottica, il concetto di patrimonio culturale si estende anche all’archeologia industriale e ai musei d’impresa, intesi non come luoghi statici di conservazione, ma come strumenti dinamici capaci di raccontare il passato, il presente e il futuro delle attività produttive. Tra gli esempi citati, l’Istituto tecnico-industriale Bosco Lucarelli, non solo scuola storica ma anche luogo di formazione e produzione nel settore meccanico, dotato di un archivio e di un patrimonio di macchinari di grande valore. Allo stesso modo, lo studio dell’artista Mimmo Paladino rappresenta uno spazio di produzione creativa capace di coniugare arte, lavoro e identità territoriale.

A ribadire l’importanza dell’iniziativa è intervenuto anche l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Ninni Cutaia, che ha definito il progetto «un patrimonio di straordinario valore», in grado di raccontare una storia produttiva e identitaria profondamente radicata nei territori. «Valorizzare botteghe, atelier, studi d’artista e teatri – ha dichiarato – significa rafforzare il legame tra memoria e futuro, ponendo la cultura al servizio dello sviluppo economico e sociale».

L’assessore ha inoltre sottolineato l’attenzione della Regione Campania verso le aree interne, evidenziando come iniziative nate dalla sinergia tra pubblico e privato siano fondamentali per contrastare fenomeni di marginalità e spopolamento, promuovendo modelli di sviluppo basati sulla qualità, sulla conoscenza e sulla valorizzazione delle specificità locali.

Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Benevento, Andrea Esposito, che ha evidenziato il valore simbolico dell’incontro: «Mettiamo insieme due dimensioni spesso percepite come separate: la collezione, che conserva la storia, e l’ingegno, che crea e genera. Raccontare le imprese attraverso musei e archivi significa rappresentarne la cultura e renderle attrattive anche dal punto di vista turistico».

Al dibattito hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico e culturale, tra cui il sindaco di Benevento Clemente Mastella, la rettrice dell’Università del Sannio Maria Moreno, il presidente dell’Ordine degli Architetti Emilio Franco, il presidente di MuseImpresa e del Gruppo Tecnico Cultura di Confindustria nazionale Antonio Calabrò, i soprintendenti Gabriele Capone e Mariano Nuzzo, la responsabile dell’archivio storico ENI Lucia Nardi e la dirigente regionale Nadia Murolo.

Il convegno ha così tracciato una prospettiva chiara: la valorizzazione del patrimonio produttivo e culturale non è solo un’operazione di tutela della memoria, ma una leva strategica per il futuro. Raccontare l’impresa, conservarne le tracce e renderle accessibili significa generare nuove opportunità, costruendo un ponte concreto tra passato e sviluppo.