Non cala il velo di indignazione sulla morte di Fabio Ascione, il ventenne ucciso all'alba del 7 aprile a Ponticelli mentre rincasava dopo il lavoro. Domani, giovedì 16 aprile alle ore 18:00, il centro polifunzionale “Ciro Colonna” ospiterà l’assemblea pubblica “Liberiamo Napoli dalle violenze”, promossa da Libera Campania. Un appuntamento a cui la Cgil Napoli e Campania ha confermato un’adesione convinta, trasformando il cordoglio in un durissimo atto d’accusa contro le politiche governative.
La rete "Disarmiamo Napoli" chiede risposte
Il sindacato, parte integrante del movimento “Disarmiamo Napoli”, punta l’indice sulla facilità con cui le armi circolano tra i giovanissimi nelle periferie orientali. La morte di Ascione, vittima innocente e totalmente estranea alle dinamiche dei clan, è diventata il simbolo di una città dove la quotidianità viene spezzata da una violenza cieca e imprevedibile.
«I decreti Sicurezza e Caivano non stanno funzionando — denunciano i vertici della Cgil Napoli e Campania —. La prevenzione è inesistente e le strade sono sempre più insicure. Il Governo risponde con la forza, ma ignora le reali esigenze di un tessuto sociale che chiede alternative concrete alla criminalità».
Il nesso tra criminalità e crisi occupazionale
Secondo l’analisi del sindacato, la sicurezza non si garantisce solo con le divise, ma con il lavoro. La critica si sposta quindi sul piano economico: la mancanza di opportunità occupazionali e l’aumento delle crisi industriali creano quel vuoto sociale in cui le logiche dei clan trovano terreno fertile.
L'assemblea di domani porrà l'accento sulla necessità di un "disarmo sociale", che passi attraverso investimenti nelle periferie, riqualificazione urbana e centri di aggregazione, politiche attive per il lavoro con azioni serie di contrasto alla disoccupazione giovanile e il rafforzamento delle reti scolastiche e associative.