C'è aria di Santa Inquisizione in casa del Catania Calcio. Dopo Viali ne fa le spese anche Ivano Pastore. A cui la società del presidente australiano ha dato il benservito. Strana la dinamica, abbastanza fuori tempo la decisione. Anche i mass media catanesi hanno evidenziato questa anomalia: il diesse, tra l'altro ex del Benevento, avrebbe dovuto lasciare quando è stato esonerato Toscano, o quantomeno poco dopo la sessione di mercato di gennaio, se la società avesse ritenuto insufficiente.
Ma è chiaro che quelle operazioni fossero state avallate da tutti, da Bruzzaniti a Di Noia, da Cargnelutti a Miceli, fino al giovane Ponsi dal Modena, finito addirittura fiori rosa quando si è deciso di rimettere in corsa Cicerelli (che era a sua volta fuori rosa per via dell'infortunio). Insomma l'epurazione è scattata e ha tanto il sapore di una sorta di repulisti deciso dopo aver mancato tutti gli obiettivi. Strano che avvenga proprio alla vigilia dei play off e non è dato sapere se la società provvederà subito a sostituire il diesse salernitano o andrà avanti così, rimandando l'operazione alla prossima stagione. Appare evidente – scrivono alcuni siti rossoazzurri – che si sia rotto qualcosa nei rapporti tra Pastore e la società, in particolare con Grella. E dunque dagli elogi convinti si è passati all'esonero. Così va il calcio.