Napoli

 

Giro di vite sull'uso dei social network da parte dei giovanissimi coinvolti in fatti di cronaca nera. Nell'ambito della discussione sul DL Sicurezza, è stato approvato l'emendamento che introduce l'oscuramento del profilo social per i minori condannati o imputati per reati di particolare gravità. La misura, presentata dal senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa, mira a interrompere il circuito di emulazione e "glorificazione" digitale delle condotte criminali, un fenomeno sempre più diffuso nelle periferie e nei contesti di marginalità.

Prevenzione e tutela delle vittime

Secondo il senatore Cantalamessa, componente della commissione Antimafia, l'approvazione del provvedimento rappresenta un "passo avanti necessario" che non si limita alla sola punizione, ma punta alla prevenzione. "La misura interviene per impedire che i social diventino una vetrina per condotte criminali", ha dichiarato Cantalamessa. "È un segnale forte che conferma la volontà di intervenire con misure efficaci su un fenomeno che richiede risposte immediate".

Il "Modello Giogiò": l'impegno di Daniela Di Maggio

L'emendamento nasce da un lavoro sinergico che ha visto coinvolti i sottosegretari della Lega Andrea Ostellari e Nicola Molteni, ma che affonda le radici nella battaglia civile di Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista "Giogiò" Cutolo, il giovane musicista ucciso a Napoli. Proprio la madre di Giogiò aveva chiesto a gran voce interventi legislativi per impedire che i responsabili di crimini efferati potessero continuare a utilizzare le piattaforme digitali per esibire stili di vita violenti o per sfidare le istituzioni.

Cosa prevede la norma in sintesi

Il provvedimento si focalizza su alcuni punti cardine per la sicurezza dei minori online:

Oscuramento dei profili: Scatta per i minori imputati o condannati per reati gravi specifici.

Responsabilizzazione: L'obiettivo è togliere il "palcoscenico digitale" a chi commette illeciti.

Contrasto all'emulazione: Evitare che la diffusione di video o post inneggianti al crimine possa influenzare altri coetanei.