L'attesa per il closing. Poi la fumata nera. Cristiano Rufini ha atteso un'apertura di Danilo Iervolino per mettere finalmente le mani sulla Salernitana. Ed invece il nulla di fatto, accolto con non poca delusione. La giornata di ieri si era aperta con le riflessioni di Iervolino, seppur con l'appuntamento confermato presso uno studio notarile romano. Poi il dietrofront, arrivato nel cuore della mattinata. Per Rufini, prima della Salernitana, anche una brevissima visita da relatore alla sesta edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit, ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Simonetti-Odescalchi a Roma. L’evento, organizzato da Alé e ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, con il patrocinio di AgID – Agenzia per l’Italia Digitale e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ha rappresentato un importante momento di confronto tra imprese, istituzioni ed esperti del settore su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro della sicurezza digitale.
Il numero uno di Olidata è intervenuto come relatore nel panel intitolato “Governance della Cybersicurezza e Resilienza delle Imprese nell’Era dell’Intelligenza Artificiale: sfide di Resilience of Critical Infrastructure, Quantum e Cryptography”, condividendo la visione di Olidata su un tema oggi centrale: la necessità di rafforzare la governance della cybersicurezza in un contesto sempre più complesso, caratterizzato dall’evoluzione delle minacce, dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dalla crescente esposizione delle infrastrutture critiche. Poi l'attesa per la Salernitana e la fumata nera.