Benevento

Piange a tratti. Si tormenta nervosamente le mani, le intreccia continuamente e, in una sorta di tic, le usa per spingere all'indietro, da un lato e dall'altro, i capelli. E' di Benevento, dimostra meno dei 28 anni che ha, a guardarla non si direbbe che è mamma di quattro figli concepiti con tre padri diversi. Uno dei piccoli, Gabriel, aveva solo 5 mesi quando era morto il 28 gennaio 2022 al Santobono. Lei è accusata averlo maltrattato ripetutamente, almeno sei settimane prima che il suo cuore si fermasse per sempre.

“Non ho mai toccato i miei figli, neanche quando stavo male dal punto di vista psicologico”, risponde. Ha accettato di farlo, di sottoporsi all'esame dinanzi alla Corte di assise. Il pm Olimpia Anzalone le chiede di ricostruire la sua delicatissima situazione - due dei tre figli sono ospiti di una struttura e di una famiglia -, ne esce fuori un quadro che offre più di un motivo di riflessione. Uno spaccato frutto di una condizione non semplice, nel quale sarebbe inutile e ingeneroso affondare la lama del moralismo. Ognuno è libero, sperando che ne sia consapevole fino in fondo, di scegliersi la vita che vuole, ciò che invece non possono fare coloro che vengono messi al mondo. I loro nomi vengono evocati più volte nell'aula Falcone-Borsellino.

Il pensiero corre a Gabriel, la mamma ricorda che il 15 gennaio 2022, “mentre era in braccio a mio cognato, il figlio di quest'ultimo, di 18 mesi, facendo la trottola, lo aveva colpito involontariamente alla testa con una spazzola di plastica per arricciare i capelli, che si era poi rotta quando l'aveva gettata sul pavimento”. Il racconto prosegue: “Il giorno dopo ho notato che si era formato un ematoma, per questo l'ho portato al Fatebenefratelli, dove gli hanno praticato una serie di esami. E' stato dimesso dopo quattro giorni, stava bene, la testa era tornata normale, non più deformata. A distanza di due giorni, poi, mi sono accorta che Gabriel non si svegliava”. E' il 22 gennaio, l'imputata spiega che il cognato le aveva riferito di aver parlato con un pediatra che gli aveva consigliato di stimolare il bambino, “che aveva riaperto gli occhi”. Il 25 gennaio il problema si era riproposto, “il bimbo si era riaddormentato e non si svegliava, ma non mi sono preoccupata perchè credevo che tutto passasse”.

Una convinzione ribadita quando il PM la incalza (“Perchè non siete andati in ospedale fino alle 20? ): “Pensavamo si riprendesse”. Gabriel era stato trasportato d'urgenza al pronto soccorso del San Pio di Benevento, giudicato in prognosi riservata e trasferito in elicottero, al Santobono, dove la sua brevissima esistenza si era conclusa. Dall'autopsia era emerso che la morte era stata causata da un'emorragia cerebrale post traumatica causata da una lesione da scuotimento della testa. Inoltre era stata accertata anche la presenza di una serie di fratture, più o meno consolidate, ai polsi, al torace ed agli arti inferiori. “Non so come si siano provocate queste fatture, vorrei capirlo anche io”, puntualizza la 28enne.

E' il turno dei legali delle parti civili: gli avvocati Fabio Russo (per il papà) e Vincenzo Sguera (per la nonna paterna) puntano ad approfondire alcune circostanze, ad evidenziare il contenuto, in particolare, di una intercettazione ambientale del 3 febbraio 2022 in cui una donna dice all'imputata che “non è stato fatale il colpo di spazzola, mi dispiace non è stato quello...”. Parole che la 28enne afferma di “non ricordare, di non aver mai pronunciato”.

Il suo difensore, l'avvocato Gerardo Giorgione, insiste sui comportamenti assunti nei confronti dei figli, le domanda se “in uno scatto d'ira può aver scosso Gabriel”. Lei ribadisce: “Mai successo, non ho mai toccato i miei figli”. Il presidente della Corte, Rotili (a latere Monaco più la giuria popolare) le chiede di una colloquio, intercettato in carcere con l'ex marito, detenuto, che, a dire della 28enne, “ce l'aveva con il cognato”. L'uomo, che sta assistendo al processo, replica dalla gabbia: “Mai dette quelle frasi”.

L'udienza termina, il 28 settembre via alla requisitoria del pm e agli interventi delle parti civili, mentre il 9 novembre, dopo l'arringa della difesa, arriverà la sentenza.