Non è stata solo una rapina, ma una complessa operazione di ingegneria criminale che ha trasformato il sottosuolo del Vomero in un set cinematografico. Mentre Napoli prova a smaltire l’adrenalina per l’assedio di ieri alla Crédit Agricole, i nuovi dettagli emersi dalle indagini coordinano un quadro ancora più sorprendente: un mix tra l’estetica dei poliziotteschi anni '70 e la precisione tecnologica moderna.
Il cantiere invisibile nel sottosuolo
La scoperta più rilevante è avvenuta nelle ultime ore, quando i tecnici dell’Abc (l’azienda idrica comunale), calatisi nelle fogne insieme ai Carabinieri, hanno trovato la "base logistica" della banda. Sotto il pavimento della banca giaceva un vero e proprio arsenale da scavo: un generatore elettrico, secchi, palette e attrezzi da cantiere.
Non si è trattato di un lavoro improvvisato. Il tunnel che ha permesso ai banditi di spuntare nel cuore dell’istituto è probabilmente frutto di un’attività minuziosa, durata probabilmente settimane, condotta da "mani esperte" capaci di scavare sotto una delle piazze più trafficate della città senza mai farsi avvertire.
La dinamica: l'attacco a tenaglia
L'assalto, scattato intorno alle 12:00 di ieri, è stato un capolavoro di coordinazione:
Dall'ingresso principale: Tre uomini sono arrivati a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta nera, entrando con il volto coperto e armati di pistole.
Dal sottosuolo: Mentre i primi tre tenevano sotto controllo l'atrio, almeno altri due complici sbucavano da un foro praticato nel pavimento nei pressi del caveau. In totale, un commando di 5 o 6 persone ha preso il controllo della filiale.
Con i volti coperti da maschere i banditi hanno radunato 25 ostaggi in un ufficio, usandoli come scudo umano per guadagnare il tempo necessario a operare nel seminterrato.
L'assedio e la beffa
Mentre all’esterno Piazza Medaglie d’Oro diventava una zona rossa presidiata dai reparti speciali e dai vertici della Procura — con il procuratore Nicola Gratteri presente di persona a monitorare la situazione — i rapinatori erano già nel caveau. Non si sono accontentati della cassa: hanno divelto decine di cassette di sicurezza, razziando gioielli, contanti e ricordi di una vita.
La beffa finale è scattata proprio nel momento di massima tensione. Mentre i Vigili del Fuoco aprivano un varco in un vetro blindato per liberare gli ostaggi e i militari del GIS facevano irruzione con le granate stordenti (flash-bang), i locali erano già vuoti. I banditi avevano percorso il tunnel a ritroso, svanendo nel dedalo fognario con il bottino prima che il perimetro venisse sigillato dall'interno.
Il dramma dei correntisti
Oggi, davanti alla filiale, non c’è più il cordone di sicurezza, ma una fila silenziosa di correntisti. Il danno non è solo economico, ma emotivo. Molti non cercano il denaro, ma ciò che le assicurazioni non possono restituire: l'oro di famiglia, i gioielli dei genitori scomparsi, frammenti di storia personale custoditi in quelle cassette ora divelte e svuotate.
Le indagini
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli e condotte dai Carabinieri, si concentrano ora sulla "mappatura" della fuga. Grazie al supporto degli operai dell'Abc, gli inquirenti stanno ricostruendo il percorso sotterraneo per individuare il punto esatto in cui i banditi sono riemersi in superficie, probabilmente lontano dagli occhi delle telecamere di sorveglianza della piazza.