Una polveriera politica a pochi giorni dalla Liberazione. La città delle Quattro Giornate si riscopre trincea ideologica di fronte all'annuncio di una manifestazione, prevista per venerdì 24 aprile, dedicata alla presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla “remigrazione”. Il termine, che nel lessico delle estreme destre europee indica il rimpatrio forzato dei cittadini stranieri, ha innescato una reazione a catena che vede schierati sul fronte del "no" l’amministrazione comunale, i sindacati e le associazioni partigiane.
L’affondo di CGIL e ANPI: "È un’apologia di deportazione"
In una nota congiunta dai toni durissimi, la segreteria della CGIL Napoli e Campania e il comitato provinciale dell'ANPI hanno bollato l'iniziativa come una "grave provocazione". Secondo le organizzazioni, il concetto di remigrazione nasconde una chiara matrice razzista, configurandosi come una vera e propria promozione della deportazione di massa. "Le teorie antidemocratiche illustrate alla presenza di esponenti nazionali di CasaPound non possono trovare spazio in questa città," si legge nella nota.
Il riferimento a CasaPound è il punto più critico della denuncia: l'ANPI torna a invocarne lo scioglimento, citando il mancato rispetto delle leggi che vietano la ricostituzione del partito fascista. La tempistica dell’evento, fissato proprio il giorno prima dell’anniversario della Liberazione, viene definita un "affronto alla storia medaglia d’oro per la Resistenza".
Manfredi: "Napoli è dialogo, non esclusione"
Sulla vicenda è intervenuto con decisione anche il sindaco Gaetano Manfredi. Il primo cittadino, pur precisando che la gestione dell'ordine pubblico e l'autorizzazione a manifestare non competono direttamente a Palazzo San Giacomo, ha espresso un giudizio politico netto. "Non mi sembra proprio né il luogo, né la data migliore per fare questa manifestazione," ha dichiarato Manfredi. Per il Sindaco, la natura stessa di Napoli - storicamente votata alla contaminazione culturale e al dialogo nel Mediterraneo - è l'esatto opposto dei valori di esclusione promossi dal comitato. "È paradossale che proprio qui si parli di conflitti e divisioni. Napoli sarà sempre il luogo dell'inclusione."
Verso il 25 Aprile
L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di diversi politici locali della destra radicale accanto a leader neofascisti, promette di trasformarsi in un caso di ordine pubblico. Con le celebrazioni del 25 aprile alle porte, la tensione nelle piazze napoletane è destinata a salire. Le opposizioni chiedono ora alle autorità competenti di valutare se i contenuti della proposta di legge e la natura dei relatori non violino i principi costituzionali, mettendo a rischio la stabilità di una città che ha fatto dell'accoglienza il suo vessillo storico.