La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che la morte del 13enne Alessandro Farina fu causata dalla tardiva diagnosi del diabete di tipo 1 e dall’errore nelle cure successive. Il giovane, originario di Pellezzano morì il 27 dicembre 2017. Il suo caso ha ispirato la legge 130 del 2023, a firma di Giorgio Mulè, che ha reso obbligatorio nel triage di pronto soccorso per bambini da 0 fino a 17 anni l’esecuzione di uno screening su sangue per individuare la predisposizione alla celiachia e al diabete di tipo 1.
L’avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia, ha così commenta la decisone dei giudici di legittimità : “È stata una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi, ma alla fine giustizia è stata fatta. Penso al piccolo Alessandro, oggi avrebbe 22 anni, e ancora mi commuovo. Riposi in pace”.
La madre del giovane, Tiziana Morra, ha aggiunto: “È una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità, e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante”.
Nel giudizio era costituito, parte civile, anche Francesco Morra, zio del piccolo, sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia.