Benevento

E' bastata la sola circolazione dell'indiscrezione relativa alla presenza di due dischetti, e di possibili intercettazioni, per alimentare il chiacchiericcio che accompagna sempre le indagini importanti. E quella che ha portato in carcere il 30 marzo Gennaro Santamaria, 63 anni, ex dirigente del Comune di Benevento, arrestato dai carabinieri in flagranza di reato per una ipotesi di concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso la somma di 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie, lo è senza alcun dubbio.

Se esistono delle intercettazioni, sono evidentemente segretate, perchè in quei due Cd depositati dal pm Maria Colucci in vista del Riesame di martedì prossimo, ed a disposizione degli avvocati Andrea De Longis e Antonio Di Santo, che hanno impugnato l'ordjnaza di custodia cautelare del gip Maria Amoruso, ci sono solo le trascrizioni dei due colloqui registrati dalla parte offesa, assistita dall'avvocato Roberto Prozzo. Nessun mistero, dunque.

I due colloqui riguardano altrettanti incontri tra Santamaria e il geometra, il 29 gennaio ed il 1 febbraio. Il primo si svolge nel bar di una libreria: il tecnico, che sa che il dirigente di Palazzo Mosti gli chiederà di lasciare il telefonino, si presenta munito di due cellulari e registra l'intera conversazione, nel corso della quale gli sarebbe stata spiegata l'entità della somma da versare secondo empistiche che avrebbe però potuto scegliere lui.

L'impostazione accusatoria ritiene che Santamaria, grazie alla funzione che ricopriva, avrebbe dato un aut aut al suo interlocutore: o accettava di pagare o la sua attività avrebbe subito delle conseguenze, perchè zero porta zero. Il 30 marzo, infine, Santamaria era stato fermato dopo essere uscito dal bar di un impianto di carburante e trovato in possesso di 4mila euro.