Napoli

Dalla rigenerazione di Bagnoli al rilancio del calcio italiano, passando per il protagonismo delle nuove generazioni e dei territori. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenuto alla XV Assemblea nazionale di Anci Giovani a Napoli, ha tracciato una rotta chiara: i grandi eventi devono lasciare un’eredità concreta e le istituzioni sportive devono aprirsi al cambiamento.

L’America’s Cup e la sfida di Bagnoli

Napoli si prepara a tornare protagonista mondiale con la 38esima edizione dell’America’s Cup. Per Abodi, non si tratterà solo di una vetrina esclusiva, ma di un’occasione di riscatto per l’intera città.

"È una sfida che vede le istituzioni coinvolte, ognuna nel proprio ambito. L'Italia sarà di nuovo al centro del mondo, con lo scenario meraviglioso di Napoli, della città tutta, perché vogliamo che non sia un evento per pochi e che non riguardi solo il Golfo, ma anche le periferie".

Il Ministro ha poi posto l’accento sul recupero di Bagnoli, citandolo come esempio di rinascita:

"Tengo moltissimo all'eredità, anche perché c'era un deficit da recuperare e quello che sta succedendo a Bagnoli è una dimostrazione plastica. Abbiamo trasformato un luogo intossicato per troppo tempo e che non sembrava recuperabile in un cantiere di opere temporanee".

Il "caso Calcio": basta nomi, serve volontà

Il passaggio più critico ha riguardato lo stato di salute del calcio italiano, reduce da anni di assenze pesanti dai massimi palcoscenici internazionali. Abodi ha richiamato una celebre massima di Nelson Mandela per scuotere il sistema, in vista anche delle prossime elezioni FIGC.

"Mandela diceva che nello sport o si vince o si impara. Direi che nel calcio abbiamo avuto tanto tempo per imparare, se da tre edizioni non andiamo al mondiale e da quattro non andiamo alle Olimpiadi. Ora abbiamo poco tempo e non è un problema di persone ma di volontà: finché si parlerà di persone, si pregiudicherà la possibilità di cambiare".

Secondo il Ministro, il consenso numerico non basta se non finalizzato alla riforma strutturale:

"Cambiamento che non è stato fatto neanche con il 98%, a dimostrazione che il consenso, se non è per fare, è solo il risultato di consociativismo. Noi vorremmo che il calcio prendesse esempio da tutti gli altri sport che si sono evoluti e che si sono trasformati".

Politiche giovanili e territori

Infine, Abodi ha fornito i dati sulla centralità degli enti locali nella gestione dei fondi per le nuove generazioni, sottolineando l'importanza del decentramento e del confronto costante.

"Oggi regioni, province autonome e comuni detengono il 53 per cento delle somme destinate alle politiche giovanili. Ogni due mesi incontriamo le regioni e le province autonome e ci confrontiamo sulle problematiche e le attività da mettere in campo".

L'obiettivo comune è rispondere a emergenze sociali concrete: "Concorriamo insieme a dei risultati che rispondono a esigenze specifiche, quali l'orientamento professionale e il contrasto al disagio diffuso".