Salerno

Nessun passo in avanti. Le posizioni, sempre più rigide, appaiono inamovibili. Tra Danilo Iervolino e Cristiano Rufini è il momento del grande gelo. E la trattativa per la cessione della Salernitana, pronta ad essere chiusa inizialmente mercoledì scorso e successivamente giovedì scorso con il secondo appuntamento ufficiale concordato in uno studio notarile romano andato deserto, ora è sul punto di saltare. La deadline resta quella di lunedì prossimo, quando scadrà anche il preliminare sottoscritto lo scorso 14 marzo. Ma, alla luce delle distanze e diversità di vedute emerse nelle ultime ore, si viaggia un filo sottilissimo. Iervolino aspetta, si guarda intorno, resta sulla sua volontà di voler cedere ma vuole affidare la Salernitana in mani sicure. E intanto, anche con contatti esplorativi, soggetti interessati hanno ripreso a bussare alla porta del club.

Lo stallo Iervolino-Rufini

“O si chiude entro lunedì o niente cessione”, il diktat che viene ribadito da entrambi i fronti. Il 20 aprile scadrà il preliminare sottoscritto lo scorso 14 marzo, quando Iervolino si era convinto di poter cedere la Salernitana. Poi però sono emersi i nodi quando ci si avvicinava alla sottoscrizione dell’accordo definitivo. Gli ultimi, secondo una tabella temporale, hanno minato la fumata bianca: due i punti che Iervolino avrebbe voluto risolvere prima del via libera. Il primo è legato all'aumento di capitale di Antarees, arrivato nel pomeriggio di martedì. La cifra (1,25 milioni di euro) sarebbe stata poi versata dopo tre giorni dal via libera che doveva arrivare dalla Federcalcio, una volta effettuati tutti i controlli e dato il placet al cambio proprietà. Quando? Venti giorni, forse trenta. Proprio l'attesa per il benestare della Federcalcio ha aperto ad un altro fronte di analisi: in attesa del semaforo verde, ci sarebbe stato un periodo di cogestione in cui Rufini avrebbe voluto provare però subito avere margine di manovra, con l'inserimento dell'advisor Sarandrea nel Cda. Tre i temi sollevati ieri: in particolare il nuovo contratto con lo sponsor tecnico che dovrebbe/potrebbe legarsi alla Salernitana per i prossimi anni; le spese per lo staff tecnico che sfiorano il milione di euro; i costi fissi di amministrazione che sfiorano i 900mila euro. Elementi che hanno portato ad una frenata.