Il settore primario dell’Irpinia e della Campania è arrivato al limite. Il comitato agricoltori avellinesi, guidato dal presidente Roberto Lauro, annuncia che il proprio gruppo aderirà alla mobilitazione di Napoli per chiedere con forza ciò che ormai è indispensabile: la dichiarazione dello stato di crisi.
L’agricoltura è allo stremo. L’impennata dei costi del gasolio e dei fertilizzanti rappresenta l’ultimo colpo su un comparto già provato da anni di rincari, siccità, zoonosi e dall’emergenza non più gestibile di lupi e cinghiali.
Non è più il tempo degli sfoghi privati o delle discussioni nelle chat: oggi la dignità si difende nelle piazze.
L’appello è rivolto ad agricoltori, pescatori, allevatori e braccianti. Per la prima volta si chiede di mettere da parte bandiere, differenze e appartenenze per affermare una sola priorità: la sopravvivenza del comparto.
"Scegliamo di stare dalla nostra stessa parte - dichiara Lauro - terra e mare stanno soffocando sotto il peso della speculazione, mentre le piccole e medie imprese rischiano di chiudere definitivamente. Il messaggio è semplice e netto: fateci lavorare".
La richiesta è chiara: misure straordinarie e urgenti per fermare l’aumento dei costi e salvare l’annata produttiva. La politica è chiamata a una scelta di campo: stare con chi lavora ogni giorno o con chi specula sul futuro delle comunità rurali. Gli agricoltori avellinesi saranno a Napoli con la determinazione di chi non ha più margini di attesa.