Un social contro la superficialità. Un social network che prova a ribaltare le regole della visibilità online. Si chiama Ivory ed è una piattaforma nata in Italia con l’obiettivo di favorire chi è più informato, penalizzando contenuti superficiali o non verificati. Ideato da Uel Bertin e Adam Nettles, sarà aperto al pubblico dal 30 aprile.

L’idea nasce durante il percorso accademico di Nettles, che ha individuato la mancanza di uno spazio digitale dedicato a contenuti affidabili e verificati. Da qui la scelta di creare un ambiente dove le persone siano incentivate a informarsi prima di intervenire. “Vogliamo che la gente torni a imparare qualcosa prima di esprimersi”, spiega Bertin.

Algoritmo e identità verificata

Alla base di Ivory c’è un sistema radicalmente diverso rispetto ai social tradizionali. Gli utenti potranno essere verificati tramite documento oppure non verificati. Solo i primi potranno interagire attivamente, mentre gli altri avranno un ruolo passivo, limitato alla lettura dei contenuti.

Tra gli utenti verificati è prevista una gerarchia basata sulle competenze: livello base, avanzato e accademico. Quest’ultimo è riservato a esperti e studiosi che partecipano alle discussioni nei propri ambiti di specializzazione. I contenuti saranno organizzati in “Torri d’avorio”, spazi tematici che richiamano il mondo accademico e il confronto strutturato.

Una piattaforma tra social e rivista scientifica

Uno degli elementi più innovativi è il sistema di valutazione dei contenuti, ispirato alla peer review delle pubblicazioni scientifiche. I contributi degli utenti potranno essere valutati dalla comunità, costruendo credibilità nel tempo.

La piattaforma sarà anche una vera e propria rivista scientifica: gli articoli inviati verranno sottoposti a revisione da parte di tre esperti indipendenti, senza conflitti di interesse. Un modello che punta a unire divulgazione e rigore accademico.

I rischi di un modello selettivo

Il progetto si presenta come ambizioso ma non privo di criticità. Il rischio, riconosciuto dagli stessi fondatori, è quello di creare un ambiente elitario. Bertin parla però di una scelta “audace”, necessaria per cambiare le dinamiche attuali dei social.

Non mancheranno comunque elementi tipici delle piattaforme tradizionali, come video brevi e storie. La differenza, assicurano i creatori, sarà nell’algoritmo e nell’assenza di meccanismi pensati per aumentare la dipendenza degli utenti.

Un progetto europeo

Ivory nasce in un contesto favorevole, segnato dalla crescente attenzione dell’Unione europea verso l’autonomia digitale. Il progetto si inserisce nel dibattito su un social europeo alternativo ai colossi americani, con pieno rispetto del Gdpr.

Anche il modello economico riflette questa impostazione: pubblicità mirata ma senza tracciamento invasivo del tempo trascorso e senza condivisione dei dati con terzi. L’obiettivo dichiarato non è massimizzare il tempo online, ma costruire una comunità basata sulla qualità dei contenuti.

Notizia aggiornata al 19 aprile 2026.