L’indagine del Congresso. La Commissione Giustizia della Camera degli Stati Uniti ha avviato un’indagine approfondita sui rapporti finanziari di Jared Kushner con governi stranieri, in particolare con l’Arabia Saudita. Al centro dell’attenzione c’è il presunto arricchimento personale legato alla sua società di investimenti internazionali. A darne notizia sono diversi media americani, secondo cui l’iniziativa è stata formalizzata attraverso una lettera inviata a Kushner dal deputato democratico Jamie Raskin, membro di spicco della Commissione.
I dubbi sui finanziamenti esteri
Nel documento, Raskin parla di un “evidente e insanabile conflitto di interessi”. Sotto esame la società Affinity Partners, che avrebbe raccolto miliardi di dollari, con una quota rilevante proveniente da investitori stranieri, tra cui fondi sovrani di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Secondo quanto riportato, circa il 99% dei finanziamenti arriverebbe proprio da capitali esteri. Una circostanza che solleva interrogativi sulla compatibilità tra le attività imprenditoriali di Kushner e il suo precedente ruolo politico accanto al suocero, l’ex presidente Donald Trump.
Il nodo del ruolo geopolitico
Nel mirino anche l’attività diplomatica svolta da Kushner, che durante l’amministrazione Trump ha avuto un ruolo centrale nei dossier mediorientali, inclusi i negoziati legati alla stabilità nella regione e ai rapporti tra Israele e Paesi arabi. Raskin sottolinea come Kushner si sia mosso “nei conflitti globali più instabili” mantenendo allo stesso tempo legami economici con governi stranieri, elemento che potrebbe configurare un conflitto tra interessi pubblici e privati. La Commissione ha chiesto una documentazione dettagliata su comunicazioni e operazioni finanziarie, fissando al 30 aprile la scadenza per la consegna delle informazioni richieste.