Inchiesta più complicata di questa non le poteva capitare. Un groviglio nel quale non sarà agevole districarsi. Non si annuncia dei più semplici il compito che attende il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia, da nove mesi in città. E' lei il magistrato – con l'ovvia supervisione del capo dell'ufficio Giuseppe Maddalena e dell'aggiunto Giovanni Conzo – titolare dell'inchiesta sulla devastazione subita da Benevento e da gran parte della sua provincia.
Un'indagine – un atto dovuto – per disastro colposo di cui Ottopagine ha dato notizia venerdì scorso, che attualmente è in una fase ricognitiva. Non potrebbe essere diversamente, al di là della suggestione indotta da titoloni che si ammosciano come soufflè preparati male alla lettura del rigo sottostante. Perchè l'obiettivo è capire innanzitutto da dove cominciare.
Quello che è successo è fin troppo evidente. L'eccezionale quantità di pioggia caduta ha stravolto la geografia. Ma non ha cancellato le responsabilità incrostate dal tempo. Le ha fatte diventare elemento di una riflessione inevitabilmente collettiva.
Enzo Spiezia