All'epoca dei fatti non ero il progettista della piattaforma. Si è difeso così, nel corso dell'esame di questa mattina dinanzi al gup Roberto Nuzzo, l'ingegnere Matteo Vettori (avvocato Vincenzo Sguera), di Parma, una delle cinque persone di cui il pm Flavia Felaco ha chiesto il rinvio a giudizio nell'indagine sulla morte di Alessandro, 28 anni, di Faicchio, avvenuta in un incidente sul lavoro nell'ottobre 2021.
La sua vita era stata spezzata da una caduta dal cestello del mezzo sul quale stava operando con un collega, un 37enne di San Lorenzello. Stavano lavorando al ripristino dei cordoli di alcuni balconi e della zoccolatura al terzo piano di un palazzo al viale Atlantici, a Benevento.
All'improvviso si era rotta la staffa di collegamento della cabina, i due malcapitati, privi di elmetto e imbragatura, erano finiti sull'asfalto. Entrambi erano stati soccorsi e trasportati al San Pio, dove erano stati giudicati in prognosi riservata. A differenza di Daniele, Alessandro non ce l'aveva fatta.
Una tragedia per la quale la Procura vuole processare anche Amelio Luigi Barba, di Castelvenere, titolare della dBdm di cui la vittima era dipendente, Aldo Di Giandomenico, della provincia di Teramo, ispettore verificatore della ditta Bearau Veritas, Daniele Di Pascale, di Limatola, preposto alla sicurezza della ditta Bdm srl, Simone Pignatti, di Reggio Emilia, datore di lavoro di Tigieffe srl, e Vettori, indicato come progettista e calcolatore per la ditta produttrice Tigieffe, assistiti dagli avvocati Carmine D'Onofrio, Franco Patella, Michele Marra, Nicola Mazzoni, Alessio Barboni. Per la mamma del 28enne, parte civile, l'avvocato Silvio Falato.
Il 21 settembre la discussione, poi la decisione del giudice.