La vicenda scuote la comunità scolastica della scuola media Giovanni Bellini di Mestre, dove una docente supplente è stata sospesa dopo aver tagliato i capelli a due studentesse durante una lezione. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, è ora al centro di un’indagine amministrativa e potrebbe avere anche sviluppi sul piano penale.

La sospensione e l’indagine

Il provvedimento di sospensione cautelativa è stato disposto dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto, guidato da Marco Bussetti, in attesa della conclusione dell’istruttoria. La docente, in servizio da appena quindici giorni, non è più in classe e sarà ascoltata dagli ispettori nelle prossime settimane.

La dirigente scolastica Antonina Randazzo ha convocato studenti e famiglie per chiarire l’accaduto e riportare serenità all’interno dell’istituto. Parallelamente, resta aperta la possibilità di ulteriori provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento, qualora emergessero responsabilità gravi o profili penali.

L’episodio in classe

Secondo le ricostruzioni, l’insegnante avrebbe reagito in modo sproporzionato a una domanda di una studentessa durante la lezione, prendendo delle forbici e tagliando una ciocca di capelli alla ragazza. Un gesto replicato anche nei confronti di un’altra alunna intervenuta in difesa della compagna.

La dinamica resta comunque oggetto di accertamenti, con versioni non del tutto coincidenti tra i presenti. La docente avrebbe ammesso il gesto, mentre tra gli studenti si registrano interpretazioni diverse su quanto accaduto prima dell’episodio.

Reazioni e clima nella scuola

L’accaduto ha suscitato forte indignazione tra i genitori, che parlano di un danno all’immagine e alla dignità dell’istituto. Alcuni, pur condannando il gesto, invitano a ricostruire il contesto in cui si è verificato, sottolineando le difficoltà nella gestione delle classi, soprattutto da parte di docenti temporanei.

Il giorno successivo, alcuni studenti avrebbero portato un mazzo di fiori alla supplente, un gesto interpretato da qualcuno come segno di scuse per comportamenti ritenuti provocatori.

Il richiamo delle istituzioni

Dura la posizione della Regione Veneto, con l’assessore all’Istruzione Valeria Mantovan che ha ribadito come la scuola debba essere un luogo sicuro e rispettoso. Se i fatti saranno confermati, ha sottolineato, si tratterebbe di un episodio estremamente grave e inaccettabile.

Nel frattempo, la priorità dichiarata dalla dirigente resta il ritorno alla normalità per studenti e personale scolastico, dopo giorni di tensione e attenzione mediatica.