Un sistema organizzato nei dettagli, capace di muovere oltre un milione di euro, offriva a calciatori di Serie A e imprenditori un “dopopartita” tra locali esclusivi, escort e consumo di gas esilarante. È quanto emerge dall’indagine della Procura di Milano, che ha portato agli arresti domiciliari quattro persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

Secondo gli inquirenti, sarebbero coinvolti circa cinquanta atleti, tra giocatori di Inter, Milan e squadre in trasferta nel capoluogo lombardo. Gli incontri iniziavano nei locali della movida e proseguivano, per chi lo desiderava, in camere d’albergo messe a disposizione dall’organizzazione per garantire discrezione.

Un sistema strutturato

Al centro dell’inchiesta una presunta rete con base a Cinisello Balsamo, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi. In realtà, secondo l’accusa, la struttura funzionava come un’azienda capace di mettere in contatto domanda e offerta, grazie anche a una rete di pubbliche relazioni.

Le serate venivano promosse come eventi esclusivi, con la presenza di ragazze-immagine incaricate di intrattenere gli ospiti nei privé. In alcuni casi, sempre secondo le indagini, alle giovani veniva chiesto di offrire prestazioni sessuali a pagamento, con una divisione dei compensi.

Per evitare esposizioni pubbliche, il gruppo metteva a disposizione alloggi riservati, consentendo agli ospiti di proseguire la serata lontano da occhi indiscreti.

Il ruolo del gas esilarante

Tra gli elementi più delicati dell’inchiesta emerge l’uso del protossido d’azoto, noto come gas esilarante. Una sostanza che provoca euforia e che, secondo quanto riportato dagli investigatori, non sarebbe rilevabile nei controlli antidoping standard.

Un dettaglio che, sempre secondo gli atti, avrebbe reso la pratica particolarmente diffusa tra alcuni clienti, attirando l’attenzione degli investigatori anche sul possibile rischio per la salute degli atleti.

Indagini e sequestri

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza, su disposizione del gip Chiara Valori, con il coordinamento del procuratore Marcello Viola e della procuratrice aggiunta Bruna Albertini. Oltre agli arresti, sono state eseguite perquisizioni e disposto il sequestro preventivo di oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti provento delle attività illecite. Tra i reati ipotizzati figurano anche autoriciclaggio e, in alcune posizioni, traffico di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti, i guadagni dell’organizzazione risultavano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.

Un sistema sotto osservazione

L’inchiesta apre uno squarcio su un mondo parallelo che coinvolge sport professionistico, nightlife e business illegali. Resta ora da chiarire il ruolo dei singoli soggetti coinvolti e l’eventuale estensione del fenomeno oltre il territorio milanese.