Napoli

Una rete criminale radicata negli uffici municipali, pronta a trasformare un diritto fondamentale in una merce di scambio. È quanto emerge dalla vasta inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di ben 119 persone.

L'inchiesta: corruzione, sesso e documenti facili

Le accuse ipotizzate dai magistrati - i pm Ciro Capasso e Luigi Landolfi, sotto il coordinamento della procuratrice aggiunta Giuseppina Loreto - sono pesanti: associazione per delinquere, falso, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al centro dell’indagine, che ha visto gli inquirenti analizzare anche i filmati delle telecamere di sorveglianza interna agli uffici municipali, un sistema corruttivo finalizzato all'ottenimento di certificati di residenza e documenti d’identità. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, i beneficiari avrebbero pagato somme di denaro per velocizzare le pratiche. In casi ancora più gravi, un indagato avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio dello sblocco delle procedure burocratiche per i cittadini stranieri.

La denuncia della Cgil: "Sistema al collasso"

La reazione del sindacato non si è fatta attendere. In una nota congiunta, la segreteria di Cgil Napoli e Campania ha definito lo scenario "inquietante", sottolineando come la vicenda confermi il perdurare di un fenomeno criminale che permea diversi livelli, inclusi quelli amministrativi. Il sindacato ha contestualizzato il caso attraverso i dati della campagna Ero Straniero: in provincia di Napoli, a fronte di 20mila domande presentate per il decreto flussi 2025, sono stati rilasciati appena 6 permessi di soggiorno. "Una percentuale di successo che scende allo 0,32 per cento", denuncia la Cgil, evidenziando come l'inefficienza del sistema spinga i migranti verso intermediari senza scrupoli, pronti ad approfittare della loro condizione di fragilità e invisibilità.

L'appello alle istituzioni

"Questi numeri dimostrano le difficoltà quotidiane di migliaia di cittadini extracomunitari", prosegue la nota del sindacato. "La disperata ricerca di regolarità li costringe a finire nelle mani di chi li sfrutta sul piano occupazionale ed abitativo". La Cgil conclude lanciando un appello urgente alle istituzioni affinché intervengano per tutelare le vittime di questo sistema di truffe, garantendo percorsi di emersione dall'irregolarità e semplificando procedure che, allo stato attuale, risultano spesso impraticabili per chi ha necessità di regolarizzare la propria posizione sul territorio italiano.