Sarà “Il silenzio delle Innocenti: chi dimentica diventa colpevole" per denunciare i diritti violati delle donne in Italia e nel mondo, il tema dell’XI edizione di “Imbavagliati”, in programma dall’11 al 13 maggio e realizzato in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici - che ospiterà la manifestazione nella sua storica sede di Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14) - l’Ordine Nazionale dei Giornalisti Italiani e Articolo21.
Il Festival Internazionale di Giornalismo Civile, ideato e diretto dalla giornalista Désirée Klain, dal 2015 ha portato a Napoli quei cronisti che hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma nonostante questo non hanno rinunciato alla volontà di raccontare, accendendo una luce sugli ultimi.
A introdurre l’argomento un prologo dal forte impatto, che si svolgerà venerdì 24 aprile, dalle 16 alle 18, al Museo Plart di Napoli (in via Martucci 48). Il primo focus, curato dalla giornalista ucraina Zhanna Zhukova e dall’associazione Crasa APS, con l’apporto della Fondazione Plart, sarà dedicato al racconto del dramma delle donne ucraine vittime della guerra, attraverso la mostra dal campo dei reporter Alexander Gimanov, Taras Fedorenko e Viktoriya Govorushchenko e la proiezione del documentario “The will to win” di Kadim Tarasov. A seguire è prevista l’esibizione delle musiciste Khronenko Svitlana (mandolino) e Roberto Bianca (viola), che eseguiranno Il brano di Giovanni Hoffmann, Serenata D-Dur.
Un fuori programma dell’iniziata sarà il video intervento del giornalista minacciato Mimmo Rubio, al quale è stata revocata la protezione nelle ultime ore. “Sono un caso nazionale - ha detto Rubio - revocata la scorta ad un giornalista che ha in corso processi per le minacce della camorra, reati di mafia. Non c’è nessun precedente di una personalità scortata per minacce mafiose, giornalista, testimone di giustizia, a cui è stata revocata la scorta prima della fine dei processi”.
“Non è possibile abbassare la guardia mentre sono in corso 12 processi che riguardano anche le inchieste di Mimmo Rubio”, ha dichiarato Désirée Klain, portavoce Articolo21 Campania, che “promuoverà una raccolta di firme per chiedere la restituzione immediata della scorta al coraggioso cronista, che vive in una terra sconvolta dalla camorra, in una delle regioni italiane con il più alto tasso di giornalisti minacciati.”
La Mehari di Giancarlo Siani, il giovane giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 è simbolo dell’iniziativa per la libertà di stampa un legame importante tra passato e futuro, che insieme con slogan “Chi dimentica diventa colpevole” rinnova ogni anno dal Festival l’appello per chiedere verità e giustizia per altre vittime innocenti, come Giulio Regeni, Ilaria Alpi e Mario Paciolla.