Avellino


Commento dello studio “Serial circulating omega 3 polyunsaturated fatty acids and healthy ageing among older adults in the Cardiovascular Health Study: prospective cohort study”. British Medical Journal.
 

Si tratta di uno studio non recente, ma comunque sempre valido, pubblicato dalla prestigiosa rivista British MJ. Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 potrebbero contribuire ad un invecchiamento umano di buona qualità. Il loro beneficio in prevenzione cardiovascolare è dimostrato da numerosi studi, ma in altre indicazioni il loro interesse è più dibattuto (neurologia, cancerologia, etc.).

Lo studio apparso sulla rivista BMJ indica in ogni caso un’associazione solida con un invecchiamento in buona salute generale. Per questo i ricercatori hanno calcolato i tassi circolanti di acidi grassi omega 3 in adulti inclusi in una coorte di età media di 74 anni, e seguiti durante 22 anni. Si trattava di 2.622 Americani dell’età di almeno 65 anni e in buona salute al momento dell’inclusione.

Il tasso di numerosi omega 3 è stato calcolato all’inclusione, e successivamente dopo 6 e 13 anni. L’EPA (acido eicosapentaenoico), il DHA (acido docosaexaenoico) e l’acido docosapentaenoico provenivano in maggioranza dal pesce, mentre l’ALA (acido alfa-linolenico) era principalmente di origine vegetale. Nel corso dei controlli l’89% dei soggetti ha contratto malattie, e l’11% è restato in buona salute (niente cardiopatie, nefropatie, tumori maligni, niente demenza o altro handicap).

Dopo le analisi i ricercatori hanno costatato che l’EPA (acido eicosapentaenoico) e l’acido docosapentaenoico erano associati a forti possibilità di una vecchiaia in buona salute. In altre parole le persone nelle quali la concentrazione di EPA era la più alta nel corso dei tre prelievi presentavano un rischio di patologie o di disturbi fisici ridotto del 15% rispetto a quelle che avevano dei tassi più bassi. Inoltre il beneficio raggiungeva il 16% per l’acido docosapentaenoico. Per contro nessuna associazione significativa è stata rilevata per il DHA e per l’ALA.