di Paola Iandolo
Pensione e stipendio da direttore generale: Renato Pizzuti è tra i quattro manager coinvolti nell’inchiesta della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza di Napoli. Anche a lui è stato notificato un “invito a fornire deduzioni” per un presunto danno erariale di oltre 382mila euro, la cifra più alta se confrontata con quella di Giuseppe Longo, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli deve rispondere di 171mila euro; Attilio Antonio Montano Bianchi ex direttore generale dell’Istituto Pascale di Napoli si trova a fare i conti con quasi 134mila euro e Vincenzo D’Amato, già alla guida dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, deve rispondere di oltre 193mila euro. Tutti risultano destinatari di un invito a fornire deduzioni.
Le accuse
Stando a quanto contestato dagli inquireinti avrebbero continuato a intascare la retribuzione dirigenziale fino all'ultimo giorno dell'incarico, sommandola al trattamento pensionistico. Una doppia entrata che la legge — precisamente l'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 95/2012 — vieta esplicitamente, salvo che l'incarico venga svolto gratis. Le indagini coprono il periodo 2022-2025. Stando a quanto emerge dalle indagini tre dei quattro avrebbero sospeso lo stipendio nel momento del pensionamento — quasi a voler tenere una parvenza di correttezza — per poi riattribuirselo da soli alla scadenza del mandato, arretrati compresi, senza avvisare nessuno. La Direzione generale regionale per la tutela della salute non ha saputo niente. Eppure, all'atto della nomina, ognuno di loro aveva firmato l'impegno a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione della propria posizione, incluse cause di incompatibilità.
La condotta antigiuridica
Il danno erariale contestato a Pizzuti va ricondotto, nel rispetto del criterio del nesso di causalità materiale, secondo la regola del “più probabile che non”, alla condotta, di matrice dolosa. I giudici contabili sostengono che Pizzuti era stato reso formalmente edotto della problematica connessa alla prosecuzione del rapporto a titolo oneroso, una volta collocato in quiescenza, nonché del pericolo di
una grave elusione del divieto normativo. Il 28.01.2025, Il Direttore Amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Moscati, rappresentava che Pizzuti aveva disposto la temporanea sospensione della erogazione del proprio trattamento retributivo, nelle more del riscontro al parere richiesto dalla regione Campania alla funzione pubblica rispetto al cumulo del corrispettivo per l’incarico con il trattamento pensionistico. Nonostante tutto quanto sopra e nonostante non fosse pervenuto ancora alcun riscontro da parte della PDCM al parere richiesto proprio con riferimento il 05/06/2025 ha disposto il ripristino dello stipendio in proprio favore, nonché delle somme maturate, a far data dal 10/10/2024.