di Paola Iandolo
Condoni falsi: il noto medico indagato, tramite il suo legale, ha presentato ricorso davanti al Tar. Ora la parola passa ai giudici amministrativi che dovranno decidere se le opere realizzate devono essere abbattute o meno, così come stabilito da un'ordinanza di demolizione firmata dal dirigente comunale. Dunque oltre agli abbattimenti cresce anche il numero di iscritti nel registro degli indagati. Negli ultimi casi, in cui gli uffici comunali hanno avviato le verifiche in merito alla regolarità delle pratiche, sono stati iscritti un noto professionista avellinese e un noto medico.
Gli ultimi provvedimenti
L'ultimo provvedimento, in ordine temporale, firmato dal dirigente comunale Luigi Cicalese, riguarda un soppalco realizzato in un garage e una veranda in via Pellecchia, ex traversa di via Annarumma. Dagli accertamenti emerge un’irregolarità nei registri: al numero di protocollo della domanda di condono risulta associato un nominativo diverso da quello della ditta interessata. I destinatari avranno 90 giorni per ripristinare lo stato dei luoghi.
L’indagine
Proseguono intanto le verifiche della Procura sui presunti condoni illegittimi rilasciati dal Comune. Al centro dell’inchiesta, la riattivazione di pratiche edilizie per immobili non sanabili, utilizzando protocolli riferiti a domande presentate da persone decedute o da richiedenti che avevano abbandonato l’iter. Disposto il sequestro dei registri dell’archivio comunale, eseguito da Digos e Guardia di Finanza. Il provvedimento è stato firmato dall’ex procuratore Domenico Airoma e dal sostituto Fabio Massimo Del Mauro, titolare dell’indagine.
Il precedente
I giudici amministrativi si sono già pronunciati su un'ordinanza di demolizione, a settembre 2025, relativa ad una costruzione realizzata in Contrada Acqua del Paradiso. Il Comune di Avellino aveva per questo motivo annullato il titolo edilizio perché “emanato su un presupposto erroneo, essendosi accertato che al numero di protocollo della pratica era associato un nominativo diverso”. Il Comune di Avellino ha resistito in giudizio. E sulla base della pronuncia del Tar, il dirigente dell’ufficio Sued del Comune di Avellino ha emanato una nuova ordinanza di demolizione delle opere abusive mai condonate.