Dispiegamento senza precedenti. La guerra tra Iran e Israele registra un nuovo sviluppo destinato a segnare un precedente. Secondo Axios, il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha autorizzato l’invio segreto di batterie del sistema antimissilistico Iron Dome negli Emirati Arabi Uniti, insieme a personale militare. Si tratta del primo utilizzo operativo del sistema fuori dai confini israeliani. L’intervento sarebbe avvenuto per difendere il territorio emiratino dagli attacchi con missili e droni lanciati da Teheran, intercettando decine di vettori. Una scelta che rafforza l’asse militare tra Israele e Abu Dhabi, già consolidato dopo gli accordi di normalizzazione del 2020.
Negoziati in stallo e tensione diplomatica
Sul piano politico, il dialogo tra Stati Uniti e Iran resta bloccato. Il presidente Donald Trump ha confermato lo stop alla missione diplomatica in Pakistan, sottolineando che le proposte ricevute da Teheran “non sono sufficienti”. Dall’altra parte, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che non ci saranno negoziati “sotto pressioni o minacce”, irrigidendo ulteriormente le posizioni. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è impegnato in una serie di missioni tra Islamabad, Muscat e Mosca nel tentativo di riaprire un canale diplomatico.
Rischio escalation sul fronte libanese
Intanto si riaccende anche il fronte nord. Le forze israeliane hanno ordinato l’evacuazione di diversi villaggi nel sud del Libano, mentre Hezbollah ha rivendicato attacchi contro soldati israeliani. Gli scontri e i bombardamenti reciproci mettono a rischio la fragile tregua, aumentando la probabilità di un conflitto su più fronti. Secondo analisti internazionali, la combinazione tra stallo diplomatico e intensificazione militare potrebbe portare a una nuova escalation “in qualsiasi momento”, con implicazioni dirette per l’intero equilibrio del Medio Oriente.