L’agguato nel giorno della Liberazione. Un gesto studiato per colpire e intimidire nel giorno simbolo dell’antifascismo. A Roma, nel quartiere Ostiense, due militanti dell’Anpi, Rossana Gabrielli e Nicola Fasciano, sono stati feriti da colpi sparati con una pistola ad aria compressa mentre rientravano al Parco Schuster, dove erano in corso le celebrazioni del 25 Aprile. L’uomo, descritto come giovane e in sella a uno scooter bianco di grossa cilindrata, ha agito con rapidità. Indossava un casco integrale scuro e una mimetica verde chiaro. Si è fermato, ha sparato almeno tre colpi e si è dileguato, lasciando dietro di sé ferite lievi ma un forte impatto simbolico.

Le indagini e la pista delle telecamere

Gli investigatori della Digos stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza non solo del giorno dell’attacco, ma anche delle 24 ore precedenti. L’ipotesi è che l’uomo abbia effettuato un sopralluogo per pianificare il blitz, studiando tempi e vie di fuga nella zona della Basilica di San Paolo. La Procura di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, valuta l’apertura di un fascicolo contro ignoti. Le accuse iniziali sono di lesioni aggravate, ma non si esclude una qualificazione più grave, fino al tentato omicidio, anche in considerazione del fatto che uno dei colpi ha raggiunto il collo della vittima.

Un gesto che richiama gli anni di piombo

Gli analisti parlano di un’azione che richiama simbolicamente gli agguati degli anni Settanta, pur con armi non letali. L’obiettivo non sarebbe stato solo ferire, ma lanciare un messaggio intimidatorio in un contesto altamente simbolico e mediatico. Il fatto che l’attacco sia avvenuto durante la Festa della Liberazione, e contro persone riconoscibili per il fazzoletto dell’Anpi, rafforza l’ipotesi di una matrice ideologica legata agli ambienti dell’estrema destra.

Le parole delle vittime

Dopo l’accaduto, Rossana Gabrielli, psicologa, ha sottolineato la natura politica del gesto: un segnale che, a suo avviso, dimostra come “i fascisti ci sono ancora e sono responsabili di atti vigliacchi”. La donna è stata colpita alla spalla, mentre il compagno ha riportato una ferita al collo. Il giorno successivo entrambi hanno scelto il silenzio pubblico, chiedendo rispetto per la propria privacy dopo lo shock subito. Resta però la testimonianza di attimi concitati e della paura vissuta in strada.

La matrice e i possibili sviluppi

Gli investigatori stanno monitorando ambienti online legati all’estremismo di destra, dove in passato sono emersi messaggi di minaccia contro manifestazioni e centri sociali. Non si esclude che l’azione sia stata solitaria, ma resta aperta la ricerca di eventuali collegamenti. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza delle manifestazioni pubbliche e sul clima politico. La priorità resta ora identificare il responsabile, che secondo gli inquirenti potrebbe aver lasciato tracce decisive.