Grottaminarda

A Grottaminarda la tutela del patrimonio diventa anche una scelta concreta di sicurezza per la comunità. Il campanile della Chiesa di San Michele Arcangelo, conosciuto anche come Campanile di Sant’Angelo, è stato interessato da un intervento di miglioramento sismico pensato per proteggerne la stabilità senza modificarne l’aspetto e il valore storico.

Un risultato importante per un territorio che conosce bene la forza dei terremoti e che conserva ancora viva la memoria del sisma dell’Irpinia del 23 novembre 1980. In un’area classificata come zona sismica 1, la più elevata per pericolosità, intervenire sulla prevenzione significa proteggere non solo gli edifici, ma anche le persone e gli spazi pubblici che ogni giorno fanno parte della vita del paese.

Un simbolo identitario tra storia e memoria

Il campanile di San Michele Arcangelo rappresenta uno dei segni più riconoscibili della storia di Grottaminarda. Le sue origini risalgono al X secolo, mentre la chiesa è citata già in un documento del 1178 conservato presso l’Archivio dell’Abbazia di Montevergine.

Nel corso dei secoli, la struttura ha attraversato ricostruzioni, restauri e diversi eventi sismici, fino al terremoto del 1980, che ne compromise in modo significativo stabilità e fisionomia architettonica.

Il valore del campanile è anche nella sua materia: nel basamento sono presenti elementi lapidei di epoca romana, tra cui soglie in travertino, lastre marmoree e frammenti scultorei. Una stratificazione che racconta la lunga storia del luogo e rende la torre un vero patrimonio della comunità.

Più sicurezza per cittadini e spazio pubblico

L’intervento nasceva da una necessità precisa: aumentare la sicurezza di una struttura storica, alta e vulnerabile, inserita nel centro abitato.

Il campanile presentava infatti criticità tipiche degli edifici antichi in muratura, come disomogeneità dei materiali, vulnerabilità alle azioni sismiche e amplificazione delle vibrazioni.

L’obiettivo era chiaro: migliorare la sicurezza senza interventi invasivi, riducendo il rischio per cittadini, residenti e per chi vive quotidianamente gli spazi circostanti.

La sfida era intervenire senza snaturare il bene. Per questo è stata adottata una soluzione non invasiva, capace di agire sul comportamento della torre in caso di terremoto senza alterare le murature storiche.

Il progetto ha visto il contributo tecnologico di Isaac, realtà specializzata nella sicurezza strutturale, che ha fornito un sistema di controllo attivo delle vibrazioni. Il dispositivo è stato installato all’interno del nucleo in cemento armato realizzato negli anni Novanta, evitando interventi diretti sulla parte storica del campanile.

 

«Ci siamo trovati di fronte a una sfida non banale: ottenere un miglioramento sismico di almeno il 10% su una struttura già oggetto di importanti interventi dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980», spiegano gli ingegneri Michelangelo Loffa ed Emanuele Amura, che hanno seguito il progetto lato committenza. «La presenza di un nucleo interno in cemento armato rendeva qualsiasi intervento tradizionale complesso e potenzialmente rischioso».

Secondo le valutazioni progettuali, l’intervento consente un miglioramento sismico complessivo atteso di circa il 40%, ben oltre l’obiettivo minimo iniziale, senza modifiche visibili sulla struttura storica.

Un lavoro di squadra per il territorio

"La collaborazione con i progettisti del sistema è stata fondamentale», commenta l’ingegner Amura. «Abbiamo affrontato sia le difficoltà legate agli spazi ridotti sia quelle di modellazione strutturale, sviluppando analisi Fem per stimare la risposta della torre dopo l’intervento. Il risultato è stato ottenuto senza interventi invasivi sulla struttura storica, poiché l’installazione ha interessato esclusivamente il nucleo interno realizzato negli anni Novanta".

"L’Italia ha un patrimonio straordinario ma esposto, e non possiamo pensare di proteggerlo solo con logiche tradizionali», aggiunge Alberto Bussini, Ceo di Isaac. "La sfida è intervenire senza lasciare tracce visibili, aiutando gli edifici a reagire meglio agli eventi sismici. Significa proteggere il patrimonio rispettandone l’identità".

Un segnale concreto per la comunità

Per Grottaminarda, il progetto rappresenta un segnale concreto: si può proteggere il patrimonio del territorio senza cancellarne l’identità. E si può fare prevenzione in modo discreto, lavorando sulla sicurezza degli edifici che fanno parte della memoria collettiva.

Il campanile di San Michele Arcangelo continuerà così a essere un punto di riferimento per il paese: non solo un segno della sua storia, ma anche un esempio di come memoria, prevenzione e sicurezza possano camminare insieme. Perché in Irpinia proteggere un campanile significa proteggere una comunità.