Lei si chiama Rita Serino: è una commercialista, ma è soprattutto una donna coraggiosa. Con il marito ha scelto di adottare Luca, bambino autistico che oggi è ormai un uomo. Perché sono passati 30 anni. Anni di battaglie e di sacrifici, lottando contro tutti per ottenere dei diritti che dovrebbero essere sacrosanti.
C'era anche lei stamattina al circolo della stampa di Avellino dove i genitori dei bambini autistici hanno presentato una raccolta di firme, ormai sono quasi 400, per chiedere che il centro per l'autismo, ormai prossimo all'apertura, venga intitolato al professore Camillo Vittozzi, neuropsichiatra infantile dell’Asl di Avellino, che nel corso della sua vita è stato un punto di riferimento per le famiglie con bambini autistici.
Rita Serino, al microfono di Selene Fioretti, ha raccontato le sue emozioni: "Mio figlio - ha detto Rita Serino - ha trentuno anni oggi, ma ne aveva tre quando l'abbiamo adottato. Nel 1998 ho conosciuto il professore Vittozzi, abbiamo iniziato con le terapie e con i vari progetti. E' stato lui a indicarci la strada e l'abbiamo seguito. E fino a due anni fa quando il professore è venuto a mancare, mi sono sempre rivolta a lui perché soprattutto i ragazzi dopo i diciotto anni, com'era il mio Luca, non hanno più diritto alle terapie, quindi vengono abbandonati a sé stessi. Mentre invece le terapie, il lavoro fatto a casa dai genitori, dalle strutture, dagli amici, è importantissimo, perché è utile per farli inserire nella società con difficoltà. Spero in parte di esserci riuscita, però se guardo indietro mi sento felice di quello che ho ottenuto per mio figlio".