Il centro antico di Napoli si mobilita. Sotto lo slogan "Que viva Napoli!", i gestori dei locali e gli operatori culturali hanno indetto una manifestazione per giovedì 30 aprile, a partire dalle ore 17:00, in piazza San Domenico Maggiore. L’obiettivo è contestare la nuova ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, un provvedimento che impone strette su orari e asporto per i prossimi quattro mesi.
La "mappa" dei divieti: cosa prevede l’ordinanza
Il provvedimento, che interesserà aree nevralgiche come via Mezzocannone, largo Banchi Nuovi e via Giovanni Paladino, impone paletti rigidi che hanno scatenato l'ira degli esercenti:
Divieto di asporto: stop totale alle vendite esterne dalle ore 22:00.
Chiusura dei locali: entro le 00:30 dalla domenica al giovedì.
Weekend blindati: saracinesche giù alle 01:30 il venerdì e il sabato.
Gli esercenti: "Napoli rischia di diventare un deserto"
I promotori della protesta definiscono l'ordinanza "miope e dannosa". Secondo i portavoce del movimento, limitare così drasticamente l'attività dei bar non risolverebbe i problemi della sicurezza o della vivibilità, ma colpirebbe l'anima stessa del centro storico. "Vogliono trasformare Napoli in un deserto, mentre noi vorremmo vederla viva e dinamica come sa essere", spiegano gli organizzatori. "Il diritto al riposo dei residenti è sacro, ma serve una soluzione che non tratti chi lavora come un criminale."
Una protesta tra arte e cultura: il programma di giovedì
La manifestazione di giovedì 30 aprile non sarà un semplice presidio statico. Gli esercenti hanno scelto di rispondere ai divieti con una giornata dedicata alla socialità e alla bellezza, per dimostrare che i locali sono presidi di sicurezza e cultura:. Ci sarà uno spazio dedicato ai più piccoli per riappropriarsi della piazza, esibizioni dal vivo per animare San Domenico Maggiore, un appello al "senso di comunità" per superare la logica delle sanzioni.
Il nodo del conflitto: sicurezza vs. economia
Il cuore della polemica risiede nella gestione della cosiddetta "movida selvaggia". Se da un lato il Comune punta a tutelare la quiete pubblica e il decoro urbano, dall'altro le imprese del settore denunciano l'assenza di una strategia a lungo termine che vada oltre il semplice proibizionismo. Per i gestori, la soluzione risiede nella collaborazione e non in un regolamento che "punisce soltanto senza affrontare le questioni reali". L'appuntamento di giovedì rappresenterà un test importante per capire il clima sociale in città in vista della stagione estiva.
Manfredi, 'stop a delibera movida? Siamo vicini a una convergenza'
"Stiamo ragionando, ma credo che nel giro di pochi giorni arriveremo a una convergenza, siamo vicini". Così il sindaco Gaetano Manfredi, all'indomani del nulla di fatto in consiglio comunale sulla delibera relativa alle misure per contrastare gli effetti della movida nelle zone di piazza Bellini e Cisterna dell'Olio. Manfredi ha sottolineato che "si è voluto fare un ulteriore passaggio di consultazione sia con le associazioni degli esercenti che con i comitati dei cittadini. E' importante che la delibera sia condivisa perché poi diventerà lo strumento operativo per gestire tutte le attività nel centro Unesco e nella 'buffer zone' e dunque in una parte ampia della città. Sono fiducioso che il Consiglio comunale arriverà in tempi rapidi a una convergenza".