La figura ripresa nella notte. Una sagoma, pochi minuti davanti al cancello del cimitero di Strozza, poi il buio. È questo il contenuto del filmato che oggi rappresenta uno dei punti più delicati dell’inchiesta sulla profanazione della salma di Pamela Genini. Gli investigatori ritengono che quell’uomo possa essere Francesco Dolci con una probabilità molto elevata, stimata tra l’80 e il 90 per cento. A orientare questa valutazione sono dettagli come l’andatura, la corporatura e il modo di sostare davanti all’ingresso. Nel video l’uomo non tenta di entrare. Si ferma, resta qualche istante, poi si allontana verso l’area parcheggio.
L’auto intravista e i limiti delle immagini
Le telecamere, però, non offrono un quadro completo. La zona è ripresa solo in parte e con qualità ridotta. Si distingue un’auto, ma non è possibile stabilire con certezza se la persona ripresa vi salga. Secondo chi indaga, il veicolo potrebbe essere compatibile con una Opel utilitaria, simile a quella utilizzata da Dolci. Un elemento che rafforza i sospetti, senza trasformarli in prova. C’è poi un aspetto temporale che complica la lettura: le immagini risalgono a marzo, mentre la profanazione sarebbe avvenuta mesi prima, tra fine ottobre e inizio novembre.
Le domande senza risposta
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Se anche fosse Dolci, resta da chiarire perché si trovasse lì in piena notte. Una visita al cimitero, anche fuori orario, non costituisce reato. Ma il punto è un altro: perché non parlarne apertamente? Il silenzio recente dell’uomo contrasta con la sua precedente esposizione pubblica. Per giorni è stato presente in televisione, sostenendo l’esistenza di scenari complessi fatti di denaro e frequentazioni rischiose. Poi l’improvvisa uscita di scena. Nel frattempo emergono elementi economici legati a Pamela Genini. Gli inquirenti hanno accertato l’esistenza di più cassette di sicurezza tra Milano e Bergamo, con cifre consistenti custodite al loro interno. Un patrimonio rilevante, ma al momento senza collegamenti certi con la profanazione. La famiglia, ascoltata dagli investigatori, ha escluso di aver mai ricevuto minacce. Una versione che si discosta da quanto raccontato da Dolci.
Tra indizi e cautela
L’indagine resta aperta e si muove su un terreno fragile, fatto di coincidenze, dichiarazioni e verifiche ancora in corso. Il filmato rappresenta un tassello importante, ma non risolutivo. Al momento Francesco Dolci non è indagato, ma continua a essere una figura centrale nella ricostruzione dei fatti.
Il quadro investigativo
Gli accertamenti proseguono tra analisi tecniche e nuovi interrogatori. Il nodo resta capire se esista un filo che colleghi i movimenti notturni davanti al cimitero con la violazione della tomba. Finché quel collegamento non sarà dimostrato, il video resta un indizio sospeso. E con esso, uno dei misteri più inquietanti di questa vicenda.