di Paola Iandolo
Armi nascoste tra i boschi: chiesto e ottenuto il giudizio immediato dalla Procura di Avellino per i cinque imputati che a marzo sono stati raggiunti da una misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone. Il Gip ha accolto la richiesta avanzata dal pm della Procura di Avellino Cecilia Annecchini, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi.
In manette sono finiti due giovani di Lioni di 20 e 28 anni R. C.G. e suo fratello A.G., un 34enne di Villamaina A.Z., un 33enne di Paternopoli F.Z. e un 22enne di Gesualdo L.C. (quattro in carcere, uno ai domiciliari). La svolta nelle indagini c'è stata dopo la scoperta di un fucile rubato, nascosto in un luogo isolato: l'arma era stata oggetto di modifiche illegali, con le canne mozzate per facilitarne il porto e l'occultamento ma soprattutto per aumentarne il potenziale offensivo. I cinque sono difesi dagli avvocati Nello Pizza, Salvatore Rosania, Vincenzo Fiume, Domenico Forgione e Paolino Salierno.
I carabinieri sono riusciti a scoprire e a sequestrare diverso materiale illegalmente detenuto, tra cui altri due fucili rubati, una pistola con matricola abrasa, numerose cartucce di vario calibro e ulteriori componenti per produrre armi da fuoco. Gli ulteriori approfondimenti - chiarisce la Procura di Avellino che ha ottenuto dal gip del tribunale i provvedimenti restrittivi - hanno consentito di ricostruire il contesto criminale con l'individuazione dei luoghi in cui le armi erano nascoste e le persone che le utilizzavano. I cinque sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di porto e detenzione illegale di armi e munizionamento nonché ricettazione.