Centinaia di manifestanti ultraortodossi hanno bloccato uno degli ingressi principali di Gerusalemme, dando vita a una protesta contro gli arresti di studenti di yeshiva accusati di aver eluso il servizio militare obbligatorio. La mobilitazione ha paralizzato il traffico in una delle arterie più importanti verso la città, richiamando l’attenzione delle forze dell’ordine e riaccendendo un tema che da anni divide profondamente la società israeliana.
La protesta degli haredi
I dimostranti appartengono alla comunità haredi, il segmento più osservante dell’ebraismo ortodosso, storicamente contrario all’obbligo di leva per gli studenti delle scuole religiose. Secondo i manifestanti, l’arresto degli studenti rappresenta un attacco allo stile di vita e all’autonomia religiosa. Le proteste sono scoppiate dopo una serie di interventi delle autorità nei confronti di giovani che non si erano presentati alla chiamata militare, nonostante la tradizionale esenzione di cui hanno beneficiato per decenni.
Uno scontro politico e giuridico
Il nodo della leva obbligatoria per gli ultraortodossi è da tempo al centro del dibattito politico in Israele. La Corte Suprema di Israele ha più volte messo in discussione il sistema di esenzioni, ritenendolo incompatibile con il principio di uguaglianza. Nonostante ciò, diversi governi hanno mantenuto o cercato di riformare solo parzialmente il sistema, per evitare tensioni con i partiti religiosi, spesso decisivi per la stabilità delle maggioranze parlamentari.
Tensioni destinate a crescere
Il blocco di Gerusalemme rappresenta l’ennesimo episodio di una tensione destinata a proseguire. Da una parte, cresce la pressione per una maggiore equità nel servizio militare; dall’altra, le comunità haredi difendono con forza il proprio modello di vita.