Ritardi nella diagnosi, scarsa integrazione tra professionisti, servizi insufficienti sul territorio e pochi centri prescrittori: sono alcune delle criticità emerse dalla survey preliminare promossa dal Provider Sanitanova -organizzatore dell'evento- e rivolta a specialisti campani - pneumologi, radiologi e reumatologi universitari, ospedalieri e delle ASL campane - sulla gestione della fibrosi polmonare in Campania.
Per Il 58% l’arrivo in ritardo ai centri specialistici è il principale ostacolo alla diagnosi precoce; solo il 17% può contare su una collaborazione multidisciplinare strutturata mentre il 67% lavora regolarmente in team multidisciplinari non formalizzati e l’11% lo fa in maniera occasionale.
La soluzione indicata quasi all’unanimità è l’istituzione di un “Fibrosi Board” multidisciplinare che porterebbe ad una migliore integrazione tra gli specialisti e alla standardizzazione di percorsi clinici condivisi: per il 21% si ridurrebbero i tempi di diagnosi, per il 15% migliorerebbe l’accesso alle terapie innovative e per il 14% il risultato sarebbe una maggior appropriatezza nelle scelte terapeutiche.
La rete dei centri prescrittori è soddisfacente solo per il 17% degli intervistati; per il 44% manca la continuità assistenziale nel tempo e per il 31% va migliorato il coordinamento tra specialisti ospedalieri e medici di famiglia.
Occorrono anche day services multidisciplinari, un migliore accesso ad esami diagnostici avanzati come Tac ad alta risoluzione, test di funzionalità respiratoria e visite specialistiche.
Inoltre per 7 medici su 10 sarebbe molto utile una piattaforma regionale digitale per condividere referti e immagini diagnostiche. Infine, per il 33% è importante la presenza congiunta di pneumologo, reumatologo e radiologo già in fase di diagnosi per una presa in carico più efficace e per migliorare tutta la gestione del paziente