Si allungano i tempi della decisione sul destino dei figli della famiglia Trevallion, al centro del caso della cosiddetta “casa nel bosco”. La Corte d’appello dell’Aquila si è dichiarata incompetente a pronunciarsi sul ricorso della difesa, rinviando la decisione al Tribunale per i minorenni.
Il rinvio e la riforma
Alla base dello slittamento c’è una disposizione introdotta dalla riforma Cartabia, che ridefinisce le competenze tra i diversi organi giudiziari. Sarà ora il Tribunale dei minori a stabilire se e quando i bambini potranno essere ricongiunti ai genitori.
Nel frattempo, i piccoli restano ospitati in una casa famiglia a Vasto, dove si trovano ormai da mesi dopo la separazione disposta dai giudici.
L’audio che scuote il caso
A riaccendere il dibattito è un audio, diffuso nelle ultime ore, che documenterebbe un episodio notturno di forte sofferenza. Si sente il figlio di sette anni chiamare la madre in preda al panico, mentre lei cerca di rassicurarlo. La scena risale a febbraio e mostra un momento di fragilità legato alla separazione. La madre, Catherine Birmingham Trevallion, tenta di calmare il bambino e lo porta con sé, gesto che secondo le relazioni dei servizi sociali sarebbe stato interpretato come una violazione delle regole della struttura.
Le ragioni del Tribunale
Il caso resta complesso. Il Tribunale ha motivato l’allontanamento con condizioni ritenute problematiche: una casa giudicata non idonea, scelte sanitarie controverse e un percorso educativo considerato carente sotto il profilo sociale.
Una perizia della psichiatra Simona Ceccoli ha parlato di “inadeguatezza” genitoriale, indicando criticità nelle capacità educative della coppia. Una valutazione contestata dal consulente della famiglia, Tonino Cantelmi, che sostiene invece la possibilità di recupero.
I passi avanti e gli scenari
Negli ultimi mesi, la famiglia ha avviato un percorso di adeguamento alle indicazioni della magistratura: vaccinazioni, nuova abitazione e maggiore apertura all’istruzione tradizionale. Anche la maestra che segue i bambini ha espresso un parere positivo sulle loro capacità.
La battaglia legale prosegue, mentre cresce l’attenzione politica e mediatica. La presidente della commissione infanzia Michela Brambilla ha rilanciato l’urgenza di una soluzione, chiedendo il ricongiungimento.
Ora la decisione passa al Tribunale dei minori dell’Aquila, chiamato a valutare un equilibrio delicato tra tutela dei bambini e diritto alla famiglia.