Neanche quest'anno si è riusciti a sfondare il “muro” dei diecimila paganti per una partita di campionato. Eppure la base di 5.234 abbonati e la stagione condotta sempre in testa faceva presagire che questo potesse accadere. Invece ci si è solo avvicinati, sfiorando due volte l'abbattimento del cosiddetto “muro”. Contro il Catania, quando sono mancati in extremis (per questioni di ordine pubblico) i 1.400 provenienti dalla Sicilia, arrivando a 9.733 paganti (facile calcolare che con quei biglietti già venduti e cancellati si sarebbe arrivati a 11.133) e poi nell'ultima sfida col Cerignola toccando quota 9.791, ma dovendo fare i conti con oltre 3.000 tagliandi omaggio distribuiti per varie iniziative (oltre che dover defalcare i quasi 1.500 posti destinati agli ospiti, a fronte dei quali ne sono arrivati solo 150).
Il dato numerico rimane comunque di grande sostanza, soprattutto se raffrontato alle ultime annate. I 126.233 spettatori di questa stagione (media di 6.644) sono nettamente superiori ai 103.682 (media 5.760) della scorsa, quando solo una volta, nel derby con l'Avellino, si toccarono i 7.743 paganti. Peggio ancora nel primo anno di C, 23-24, quando i paganti totali furono 93.418 (media 4.917).
I dati della ultima serie B
Per quanto tormentata e chiusa con la retrocessione in C, l'ultima serie B, 2022-23, fece segnare 150.461 spettatori paganti con una media di 7.919 a partita. Appena 71.983 i paganti nel 2021-22, col Covid ancora imperante per metà stagione. La stagione si concluse con i play off con Ascoli (in trasferta) e il Pisa (andata e ritorno) con il record stagionale di 10.979 paganti.
La serie A e il Covid
Sfortuna volle nel 2020-21 che quasi tutte le gare fossero disputate a porte chiuse oppure con un accesso consentito ad un massimo di 1.000 spettatori. Sarebbe stata una stagione con tanti “sold out”, invece si trasformò in un bagno di sangue per tutte le società che vi parteciparono. Ovvio che le statistiche non prendano neanche in considerazione il dato finale di spettatori. Ma il Covid aveva fatto capolino anche l'anno precedente (19-20), quello dei record con Pippo Inzaghi. Prima della chiusura degli stadi e della sospensione delle attività, in 14 partite la squadra giallorossa aveva fatto segnare 138.972 spettatori ad una media di 9.914 paganti a partita (7.805 abbonati). Poi da Benevento-Pescara dell'8 marzo 2020 il Covid ebbe il sopravvento e si abbassarono le saracinesche degli stadi italiani. Quella sera nel silenzio del Vigorito la squadra giallorossa sconfisse per 4 a 0 gli abruzzesi (Insigne, Sau, Moncini, Improta) portando a +20 il vantaggio sul Crotone secondo.
La B con Bucchi e la prima serie A
Nel nostro viaggio a ritroso nel 2018-19 (Bucchi allenatore) ci furono 192.039 spettatori, alla media di 10.699 a partita (8.438 abbonati). Nel play off in casa col Cittadella (0-3) i paganti furono 10.669. Si veniva dal campionato di serie A disputato l'anno prima (2017-18), quello che a prescindere dall'esito aveva fatto segnare i numeri più grandi: 230.503 spettatori paganti, alla media di 12.132 a partita (7.763 abbonati). Il record fu segnato da Benevento-Juventus (2-4) del 7 aprile 2018 con 16.867 spettatori paganti. Anche in B l'anno prima i numeri furono buoni, ma non entusiasmanti: 170.722 spettatori paganti, alla media di 8.130 a partita (4.742 abbonati). Partita più vista: Benevento-Bari 3-4 con 11.521 spettatori.
Chiudiamo con gli ultimi tre anni di serie C. Nel 2015-16, l'anno della prima promozione in B gli spettatori totali furono 71.206 alla media di 4.189 a partita. Afflusso modesto, diventato di sostanza con gli oltre ottomila della partita col Catania e con i 12.796 della sfida col Lecce del 30 aprile.
Raffronto impietoso con l'anno precedente, quello chiuso col disastroso play off col Como. Gli spettatori complessivi furono appena 67.097 alla media di 3.531 a partita. Gli abbonati erano 1.778.