Napoli

Si è conclusa con uno straordinario riscontro di pubblico e critica la giornata inaugurale de “La Cura”, la nuova sala di lettura e studio situata nel cuore de La Santissima Community Hub (Vico Trinità delle Monache).

L’evento, ha segnato ufficialmente la nascita di un "Terzo Luogo" d’eccezione per la città: uno spazio che rompe i confini tra pubblico e privato, tra lavoro e casa, per offrire ai cittadini un territorio neutro dedicato all'approfondimento, al silenzio condiviso e alla coesione sociale.

Il progetto, ideato e curato da L’Arsenale di Napoli per La Santissima con il sostegno della Regione Campania, riflette una missione quasi etica che affonda le radici nella storia stessa dell'edificio.

L’idea nasce dalla visione condivisa tra l'Arsenale di Napoli e Alessandra Attena, project manager della Santissima Community Hub, di attuare la rigenerazione dell'ex ospedale militare attraverso contenuti culturali nella forma della condivisione.

Maria Cristina Comite, Presidente de L’Arsenale di Napoli, ha spiegato con emozione il significato profondo del nome scelto: "Abbiamo chiamato questo luogo 'La Cura' perché crediamo che il silenzio sia curativo, ma crediamo in un silenzio condiviso. Ci hanno abituato a pensare che la parte intellettuale, ancor di più quella spirituale, dobbiamo viverla in solitudine; invece questo luogo potrebbe essere uno spazio dove anche il silenzio sia vicinanza.

Pur mantenendo il rispetto per il silenzio reciproco, si può stare vicini, affiancati, e da questa vicinanza possono poi nascere tante cose: amicizie, progetti, amori. È un luogo che è comunque all'insegna dell'accoglienza."

La Comite ha poi evidenziato, in linea con la ricerca curatoriale portata avanti con Marco Izzolino, il legame con la memoria storica: "In questo, il progetto si allinea perfettamente al contenitore de La Santissima, un edificio che nasce all'inizio del '600 come monastero. Ognuna di quelle stanze è stata una cella che ha visto sicuramente uno spazio di grande solitudine nel senso dell'isolamento, e quindi oggi proponiamo la rigenerazione anche del silenzio. 'La Cura' si riferisce poi ovviamente anche al fatto che, dopo la destinazione a monastero, sotto Gioacchino Murat è stato un ospedale militare: per questo ognuna di quelle celle è diventata poi anche stanza di degenza."

Proprio in quest'ottica di servizio alla comunità, "La Cura" si propone come un laboratorio in continua evoluzione. Durante il confronto con le istituzioni e gli organizzatori, è emerso il prezioso suggerimento di integrare l'offerta dello spazio con un presidio dedicato all'informazione e all'attualità: la sala ospiterà infatti la lettura dei quotidiani, proponendo una rotazione periodica di testate diverse per stimolare lo spirito critico.

Il fascino de "La Cura" risiede nella sua natura corale: alla visione di Urban Value e Coop4Art si è unito il design sostenibile di ReMade Community Lab, che ha trasformato materiali di riciclo in arredi funzionali, e la ricerca culturale di Ex-Voto [radical public culture], che ha curato l’anima artistica del luogo.
Il momento più suggestivo della giornata è arrivato nel tardo pomeriggio con lo svelamento dell’opera ambientale permanente gamba'ri'mare.

L’artista Simona Da Pozzo ha illustrato le 340 tessere di legno stampate a mano che ora abitano la sala: "Questa opera è un dispositivo nomade che ha attraversato città come Beirut e Münster prima di trovare casa qui a Napoli. Un invito a 'resistere e perseverare nel fare mondo' con il mondo circostante, trasformando lo studio individuale in un’esperienza affettiva e condivisa".

Con l’inaugurazione di ieri, Napoli si dota di una "piazza coperta" priva di barriere architettoniche, dotata di Wi-Fi e postazioni elettrificate. "La Cura" è ora aperta a tutti: un'ancora sociale nel cuore della città che promette di essere, come recita il suo manifesto, né casa, né ufficio: semplicemente, il vostro spazio.