La linea della Casa Bianca. L’amministrazione di Donald Trump sostiene che la guerra con l’Iran sia già terminata grazie al cessate il fuoco avviato all’inizio di aprile. Una posizione che consente alla Casa Bianca di evitare, almeno per ora, il passaggio al Congresso previsto dalla legge del 1973 per le operazioni militari oltre i 60 giorni. La tesi, sostenuta anche dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, si basa sull’idea che la tregua abbia di fatto sospeso il conflitto. Tuttavia, la situazione sul campo resta complessa: l’Iran mantiene il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre la marina statunitense continua a presidiare l’area con un blocco navale per limitare l’export petrolifero.

Le tensioni sul commercio

Parallelamente, Trump ha annunciato l’intenzione di imporre dazi del 25% sulle auto provenienti dall’Unione Europea, accusata di non rispettare gli accordi commerciali raggiunti nel 2025 con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. La mossa rischia di scuotere l’economia globale in una fase già fragile, riaprendo un fronte commerciale tra Washington e Bruxelles proprio mentre si cerca stabilità sui mercati internazionali.

Divisioni e strategia interna

Sul piano politico interno, i repubblicani sembrano orientati a sostenere la linea della Casa Bianca sul dossier iraniano, rinviando di fatto ogni confronto diretto con il Congresso. Intanto, il segretario al Tesoro Scott Bessent interviene su un altro fronte, quello economico-sociale, invitando gli americani a evitare “scorciatoie” come lotterie o guadagni facili e a puntare invece su educazione finanziaria e investimenti di lungo periodo.

Uno scenario globale incerto

Il quadro resta instabile. La tregua con l’Iran non ha risolto le tensioni strategiche nel Golfo Persico, mentre le nuove minacce di dazi rischiano di aprire ulteriori fratture con gli alleati europei. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la linea di Trump porterà a una stabilizzazione o a un’escalation, sia sul piano militare che su quello economico.