Salerno

“La depressione era entrata nella mia vita”. La sua esperienza con la maglia della Salernitana non è stata indimenticabile. Alessandro Zanoli fu uno dei tanti acquisti della seconda era targata Walter Sabatini per provare ad evitare la retrocessione in serie B. Missione fallita. Al termine della stagione 2023-2024 la squadra granata fece i conti con il declassamento in cadetteria. Dopo due anni, Alessandro Zanoli racconta l’avversario più difficile da battere e che segnò la sua avventura in maglia granata: “Ero rimasto a Napoli, ma la mia testa era altrove – spiega il laterale al portale ‘gianlucadimarzio.com’ -. Avevo perso serenità, non ero più felice. Ero triste e senza motivazione. La mattina mi svegliavo ed ero sempre nervoso, mi allenavo male. Non mi riconoscevo più. La depressione era entrata nella mia vita. Questo stato mi ha accompagnato per mesi. Anche nella seconda parte di stagione quando, dopo il mancato trasferimento al Genoa, sono andato a Salerno. Avevo cambiato maglia, ma non stavo bene. Ciò che avevo vissuto mi aveva segnato. In campo non ero io. Ero un giocatore diverso, un ragazzo diverso. Non riuscivo a esprimermi, giocavo male, la squadra non andava bene. Era tutto buio”.

Ora l’infortunio

Un incubo però finalmente alle spalle. Nonostante su Zanoli lo scorso gennaio si sia abbattuto anche il macigno pesantissimo dell’infortunio al legamento crociato. “Sto facendo qualsiasi cosa per tornare in campo. Di questo periodo ricorderò il sacrificio e il lavoro. E una consapevolezza diversa. Una consapevolezza nata e costruita negli anni passati e in questi ultimi tre mesi. Tre mesi che mi hanno permesso di conoscermi. Conoscermi un po’ di più. Un infortunio non cancella chi sei e quello che hai fatto, non cambia il valore di una persona. Anzi, lo aumenta. Sono esperienze che ti cambiano, ti rendono uomo. E ora posso dirlo: sono orgoglioso di me”.