Napoli

Erano le 17:03 quando il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco sul sagrato del Duomo ha sciolto l’attesa di migliaia di fedeli: il sangue di San Gennaro è tornato allo stato liquido. L’annuncio, giunto puntuale in questo sabato di maggio, è stato accolto da un lungo e commosso applauso che ha unito la folla stipata nella Cattedrale e quella radunata nel piazzale antistante.

Il rito e l'annuncio

Il momento della liquefazione rappresenta per la città di Napoli un segnale di speranza e protezione. La teca, estratta dalla Cappella del Tesoro, è stata portata in processione fino alla soglia del Duomo dove, constatato l’avvenuto "miracolo", è stato dato il segnale rituale ai cittadini.

Manfredi: "Momento unificante, attendiamo il Papa" 

"È un miracolo di fede ed è un grande miracolo di identità della nostra città, è un momento unificante e un messaggio di pace per il mondo, e la venuta qui del Papa tra qualche giorno suggellerà ancora di più questo grande patto di fede tra Napoli e il suo santo protettore che per i napoletani rappresenta uno dei momenti fondativi". Così il sindaco di Napoli e capo della Deputazione del Tesoro di San Gennaro, Gaetano Manfredi, a margine dell'inizio delle celebrazioni per il cosiddetto 'miracolo di maggio' del santo. 

La processione verso Santa Chiara

Dopo l'annuncio, il cerimoniale prosegue come da tradizione. Le reliquie del Santo Patrono, accompagnate dal busto argenteo e dalle statue dei compatroni, stanno attraversando le vie del centro storico, la destinazione finale è la Basilica di Santa Chiara. L'arcivescovo di Napoli, il Cardinale Domenico Battaglia, presiede la celebrazione eucaristica solenne al termine del cammino processionale. "Il miracolo di maggio è un momento di profonda identità per Napoli, un legame indissolubile tra la fede e la città che si rinnova nei secoli."

L’evento di oggi, 2 maggio 2026, si inserisce nel calendario dei tre appuntamenti annuali legati al sangue del martire (maggio, settembre e dicembre), confermando ancora una volta la partecipazione vibrante e ininterrotta del popolo napoletano al suo culto più caro.