Qui abbiamo imparato a conoscerlo più per i suoi successi all'estero che per la sua militanza nel Benevento. Francesco Farioli, come si dice, ne ha fatta... un'altra. Si è regalato il campionato portoghese sulla panchina dei “Dragoes” del Porto. Gli “azuis e brancos” (bianco azzurri) hanno battuto l'Alverca e si sono laureati campioni del Portogallo con due giornate di anticipo sulla chiusura del campionato. Per Farioli è un riscatto che vale quanto un enorme sospiro di sollievo dopo la grande delusione all'ultima giornata l'anno scorso alla guida dell'Ajax. Col Porto ha dominato la scena sin dalla prima giornata, sempre in testa, una sola sconfitta, appena 15 gol incassati.
Ma perchè esaltiamo il giovane allenatore Francesco Farioli legandole al Benevento? E' d'obbligo ricordare a chi non l'avesse più in mente che Francesco fu alla corte di Roberto De Zerbi. Prima stagione del Benevento in serie A, un inizio shock con Marco Baroni (9 sconfitte di fila) e la società chiama su quella panchina appunto Roberto De Zerbi. L'allenatore bresciano ha già uno suo staff, ma medita sul preparatore dei portieri di cui è momentaneamente sprovvisto: vorrebbe confermare Bizzari che ha ricoperto il ruolo con Baroni. Poi non se ne fa più niente e quella è l'ultima scelta che si riserva per il suo staff. Gli torna in mente un articolo di analisi pubblicato da Farioli su un match del 2015 tra il suo Foggia e la Lucchese. Telefonata e scelta fatta. Francesco Farioli diventa il nuovo preparatore dei portieri del Benevento. C'è lui quando Brignoli segna il gol di testa al Milan (nella foto sopra), conquistando il primo storico punto in A della Strega.
Ovviamente non possiamo non ricordare che Francesco è laureato in filosofia, perchè come ha spiegato in un'intervista, in fondo, a lui il calcio neanche piaceva più di tanto. Per svago andava bene. E andava in porta come spesso accade a chi è meno abile col pallone tra i piedi. Allora sotto con lo studio e via con la laurea: la tesi "Filosofia del Gioco. L'estetica del calcio e il ruolo del portiere". Sul suo profilo Instagram è bene in vista la frase in latino «ex absurdo sequitur quodlibet», ovvero “da una contraddizione si può dedurre qualsiasi cosa”. La sintesi della sua vita, che lo ha scaraventato nel calcio quasi senza che lo volesse.
De Zerbi lo portò anche con sé a Sassuolo e lui lì analizzava con cuffiette e tablet tutte le azioni del match, in più sdoganò la sua idea di portiere “che sappia dominare la partita, con coraggio e sicurezza, che abbia buone mani, ma soprattutto buoni piedi”. E' così che Consigli diventò il portiere con più passaggi riusciti nel campionato italiano. Diciamo che nell'interpretazione del gioco coi piedi del portiere lui c'entra abbastanza in Italia.
Quando ha provato a fare il cosiddetto “head coach” se n'è andato in Turchia, Alanyaspor e Karagumruk, poi in Francia col Nizza, e in Olanda con l'Ajax. Infine col Porto, dove a 37 anni, 4 in meno di Thiago Silva, che ha giganteggiato ancora in difesa, si è preso il primo scudetto della sua carriera.
Nella foto Francesco Farioli con Brignoli dopo il gol di testa rifilato a Donnarumma