Benevento

Ultimi spiccioli di stagione, ma le abitudini non cambiano. Il Benevento ama le competizioni e anche questo atto finale che non ha un tornaconto concreto (a parte il trofeo che può fare bella mostra in bacheca, ma che, in caso di parità estrema, può persino essere il frutto di un sorteggio) lo alletta come non mai. 

Il clima frizzante della mattinata di inizio maggio aiuta i giallorossi a svolgere un allenamento sostenuto. Ci sono tutti nella seduta a porte aperte. Da capitan Maita, che gioca la partitella senza alcun problema, a Vannucchi, che va tra i pali regolarmente nelle rotazioni con Esposito e Russo. C'è anche Caldirola, con tanto di mascherina “brandizzata” (con lo stemmino del Benevento Calcio), che sta attento nei contrasti, ma è in condizioni decisamente buone. E si vede anche Pierluigi Simonetti, che sta curando la lesione al crociato.

Si inizia con le esercitazioni della fase difensiva, che sono assoluto appannaggio di Monticciolo. Sull'altro versante del campo vanno in scena partitine a ranghi misti.

Poi il clou della mattinata (davanti ad una cinquantina di persone), ovvero il triangolare tra la squadra in maglia rossa, quella con la pettorina azzurra e quella con la pettorina gialla. E' la solita sfida all'ultimo... gol. Le operazioni le controlla Monticciolo e sentenzia alla fine la vittoria della squadra con la pettorina azzurra (Manconi, De Falco, Romano, Borghini ecc). La scena finale è come sempre “cult”: c'è calcio di rigore per la squadra azzurra: “Se lo sbaglia vincono i gialli e finisce qua”, grida il “secondo” di Floro Flores (che è in campo a giocare coi suoi ragazzi). Il rigore è calciato perfettamente da Manconi che segna. Si riparte subito per una azione offensiva e gli azzurri segnano anche il gol della vittoria col giovane Giugliano. Uno della “cantera”, uno di quelli che Floro ha ormai immesso stabilmente in prima squadra (gli altri due sono Del Gaudio e Donatiello).

La partitina è come sempre piacevole e ricca di spunti tecnici. Con gol che fanno stropicciare gli occhi. Ne segna un paio da urlo Guglielmo Mignani, lo stesso fa Lollo Carfora, assolutamente scatenato. E poteva mai mancare nel tabellino dei marcatori Davide Lamesta? Lo “speedy Gonzales giallorosso è un furetto imprendibile e fa gol in ogni salsa. Si rivede spesso il piede educato di Jacopo Manconi, ma sul fronte degli attaccanti dimostra di essere ormai avviato verso la condizione migliore anche Ciccio Salvemini: suoi un paio di gol da attaccante puro, come ci ha abituati sin dal suo arrivo in giallorosso.

La squadra è in ottime condizioni, può certamente chiudere la stagione regalando anche l'ultima soddisfazione. Una Supercoppa dal sapore incerto, snobbata e forse organizzata dalla Lega con un po' di superficialità. Ma arrivati a questo punto della stagione conta quello che una squadra si sente di fare. Il Benevento tiene alla manifestazione e farà di tutto per onorarla. Ha i mezzi e la voglia. Sabato ci si aspetta un commiato casalingo coi fiocchi.