Napoli

A tre giornate dal termine, la classifica di Serie A recita una verità inequivocabile: l'Inter ha già festeggiato, ma alle sue spalle si sta giocando una partita che sposta gli equilibri per i prossimi dieci anni. Il Napoli, attualmente secondo a quota 70 punti, ha il dovere di blindare una posizione che non è solo una medaglia al valore per aver resistito a un'annata di infortuni record, ma rappresenta l'ossigeno vitale per le casse del club.

Mai come quest’anno, il concetto di "corsa Champions" assume i contorni di una necessità industriale. Con il nuovo formato a 36 squadre, la UEFA ha ridisegnato la mappa dei ricavi e, paradossalmente, ha reso la sola partecipazione un "paracadute" dorato, anche in caso di cammino claudicante.

L'importanza di esserci

Il nuovo assetto europeo premia la continuità e lo storico, ma garantisce basi solide sin dal fischio d'inizio. Le proiezioni per la prossima stagione parlano chiaro: squadre come Juventus e Roma, in virtù del loro ranking, partirebbero da una base minima di circa 45 milioni di euro anche chiudendo la fase a girone unico all'ultimo posto e senza punti. Per il Napoli, la cifra si attesterebbe su standard simili, leggermente superiori a quelli del Milan (40 milioni) e nettamente più alti rispetto alle "matricole" come il Como (35 milioni).

Ma la vera lezione arriva dalla stagione che si sta chiudendo. Il Napoli, pur uscendo prematuramente con un trentesimo posto nella fase campionato, ha portato a casa circa 50 milioni di euro. Cifre che lievitano esponenzialmente appena si supera lo sbarramento dei playoff: Inter e Juventus, eliminate proprio agli spareggi, hanno incassato rispettivamente 70 e 65 milioni, mentre l'Atalanta si è fermata sulla stessa soglia uscendo agli ottavi.

Un tesoretto per ripartire

Per il club di De Laurentiis, questi 50-60 milioni minimi garantiti rappresentano molto più di un premio: sono la base per il mercato della ricostruzione, quello che dovrà consegnare a Conte una rosa profonda e non più falcidiata dalle emergenze.

Blindare il secondo posto contro Bologna, Udinese e Pisa non serve dunque solo a onorare il centenario del club, ma a dare ossigeno alle casse del club, magari assieme a una sapiente politica di collocamento degli esuberi.