Doveva essere il giorno della rinascita e della legalità, con l'inizio dell'abbattimento di Palazzo Fienga, ma si è trasformato in un terremoto politico senza precedenti. Il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, ha rassegnato le proprie dimissioni poche ore dopo la cerimonia di demolizione del fortino del clan Gionta. A scatenare la decisione sono state le durissime dichiarazioni di Nunzio Fragliasso, Procuratore capo di Torre Annunziata, che durante il suo intervento ha denunciato una preoccupante continuità con il passato all'interno della macchina comunale.
L’affondo del Procuratore: "Troppe ombre nel Comune"
Il discorso del magistrato è stato un colpo durissimo per l'amministrazione insediatasi dopo il periodo di commissariamento per infiltrazioni mafiose. Fragliasso non ha usato giri di parole: "Mi sarei aspettato uno scatto in avanti che desse un forte segnale di discontinuità. Io questo segnale lo sto ancora aspettando. Ci sono ancora troppe ombre, troppe opacità e perfino illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale."
Secondo il Procuratore, queste inefficienze e inerzie costituiscono l'humus ideale in cui la criminalità organizzata continua a prosperare, vanificando in parte il valore simbolico dell'abbattimento di Palazzo Fienga.
La replica di Cuccurullo: "Parole gravi e ingiuste"
La risposta del sindaco non si è fatta attendere. Cuccurullo ha definito le parole di Fragliasso "gravi e profondamente ingiuste", sostenendo che colpire in modo generalizzato una comunità intera finisca per mortificare gli sforzi di chi sta cercando di cambiare la città.
Nella sua nota di dimissioni, il sindaco ha rivendicato i risultati raggiunti nei primi mesi di mandato: il raddoppio del corpo della Polizia Municipale e potenziamento della videosorveglianza, l'affidamento degli immobili alla gestione di Agrorinasce, l'apertura di asili nido e recupero di edifici degradati nei quartieri Penniniello e Morrone, ha rivendicato collaborazione costante con le istituzioni, inclusa la fornitura di personale alla stessa Procura.
"Non accetto la delegittimazione"
Per Cuccurullo, la critica del magistrato mina alla base il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni: "Se ci sono ombre, queste devono essere ricondotte a responsabilità individuali da accertare nelle sedi competenti, non attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione. Non accetto che il ruolo che rappresento venga messo in discussione in questo modo." Il sindaco ha concluso sottolineando il rischio che, a causa di simili delegittimazioni, la politica venga lasciata in mano ai "mestieranti", allontanando i professionisti liberi e autonomi che scelgono di prestare servizio per la propria città.
Uno scenario incerto
Le dimissioni aprono ora una fase di profonda incertezza per Torre Annunziata. Mentre le ruspe continuano a demolire il simbolo fisico della camorra, la struttura politica del Comune vacilla sotto il peso di uno scontro frontale tra i vertici della magistratura locale e il governo cittadino. Resta da vedere se ci saranno margini per un ripensamento o se la città dovrà affrontare un nuovo, doloroso stallo amministrativo.