Nel giorno in cui il caso Garlasco è tornato a stringersi attorno ai rapporti familiari e alle vecchie frequentazioni di Chiara Poggi, Paola e Stefania Cappa hanno scelto il profilo più basso: nessuna passerella, nessuna dichiarazione davanti alle telecamere, nessun ingresso pubblico nella caserma Montebello di Milano. Le due cugine della vittima sono state ascoltate come persone informate sui fatti, non come indagate, in un passaggio considerato utile dalla Procura di Pavia per ricostruire il contesto umano intorno alla ragazza uccisa il 13 agosto 2007.
Un’audizione mirata
Le domande, secondo quanto filtrato, si sono concentrate su pochi punti: i rapporti con Chiara, le sue confidenze, le frequentazioni di Marco Poggi e il tema del possibile rifiuto di avances, oggi al centro della nuova ipotesi accusatoria nei confronti di Andrea Sempio. I legali delle gemelle hanno parlato di audizioni svolte con “spirito collaborativo”, sottolineando la disponibilità delle assistite a contribuire agli accertamenti.
Il nodo del movente
La posizione di Paola Cappa resta particolarmente osservata perché, già nei giorni successivi al delitto, aveva riferito ai carabinieri l’idea di un possibile approccio respinto, un’intuizione allora rimasta sullo sfondo e oggi tornata d’attualità. La Procura di Pavia contesta infatti a Sempio l’omicidio aggravato anche nell’ambito di un presunto movente legato a un rifiuto sessuale. L’indagato ha sempre respinto ogni accusa.
Stefania e le confidenze di Chiara
Più delicata la posizione testimoniale di Stefania Cappa, che nell’estate del 2007 aveva un rapporto più stretto con Chiara Poggi. Gli investigatori hanno cercato di capire se in quelle confidenze potessero emergere tensioni, paure, rapporti non chiariti o dettagli utili a leggere le ultime settimane di vita della giovane. Al momento, però, non risulta che le gemelle abbiano modificato il quadro noto né che abbiano indicato elementi diretti contro Sempio.
Il fronte si sposta su Sempio
Dopo le audizioni delle cugine, l’attenzione si concentra su Andrea Sempio e su Marco Poggi, fratello della vittima e amico dell’attuale indagato. I legali di Sempio hanno fatto sapere che l’uomo intende avvalersi della facoltà di non rispondere, in attesa di esaminare gli atti e depositare una consulenza sulla sua personalità. La nuova indagine si muove anche sul terreno delle tracce genetiche e degli accertamenti informatici, mentre resta definitiva la condanna di Alberto Stasi, che continua a proclamarsi innocente.
Una tregua mediatica
Per Paola e Stefania Cappa, l’audizione ha avuto anche un valore simbolico: uscire dalla zona grigia delle allusioni e restare nel ruolo formale di testimoni. Il loro contributo, almeno per ora, non apre un nuovo fronte su di loro, ma serve agli inquirenti per delimitare meglio il perimetro dei rapporti personali attorno a Chiara Poggi. La battaglia giudiziaria, salvo nuovi sviluppi, resta concentrata tra via Pascoli, casa della vittima, e il nome di Andrea Sempio, tornato al centro di un caso che da quasi vent’anni divide l’opinione pubblica italiana.