Francesco Dolci, indicato come ex fidanzato di Pamela Genini, si è presentato al Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo. Poco dopo è arrivata anche la sua legale, l’avvocata Eleonora Prandi. L’attenzione degli investigatori resta concentrata sulla profanazione della tomba della ventinovenne nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, dove il feretro è stato manomesso e il corpo trovato mutilato. La notizia della presenza di Dolci in caserma si è diffusa stamane.

L’indagine sul cimitero di Strozza

La profanazione è stata scoperta il 23 marzo, quando era previsto il trasferimento del feretro dal loculo provvisorio alla cappella di famiglia. Da quel momento i carabinieri del reparto investigativo di Bergamo lavorano per ricostruire tempi, modalità e autore del gesto. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, resta centrale l’acquisizione di immagini, fotografie o video del loculo realizzati tra il 24 ottobre 2025, giorno della tumulazione, e il 23 marzo 2026, data della scoperta.

La richiesta pubblica dell’Arma nasce dalla necessità di verificare eventuali segni di manomissione comparsi nel tempo. Anche un dettaglio apparentemente marginale, secondo gli investigatori, potrebbe aiutare a stabilire quando il loculo sia stato violato e se vi siano stati accessi sospetti prima del ritrovamento.

Il ruolo di Dolci e le foto del loculo

Il nome di Francesco Dolci è entrato nell’inchiesta perché l’uomo aveva scattato più fotografie alla lapide di Pamela Genini nei mesi successivi alla sepoltura. In precedenza era già stato sentito dagli investigatori e aveva riferito di aver consegnato immagini del loculo, sostenendo di averle realizzate perché riteneva la sepoltura trascurata e voleva documentarne lo stato.

Secondo il Corriere della Sera, l’ultima foto scattata da Dolci al loculo risalirebbe proprio al pomeriggio del 23 marzo, lo stesso giorno in cui la profanazione era stata scoperta al mattino. L’uomo ha dichiarato di essere andato al cimitero senza sapere quanto fosse accaduto e di aver notato alcuni particolari sulla lapide, poi finiti al centro degli approfondimenti investigativi.

Una ferita dopo il femminicidio

La vicenda si innesta sul femminicidio di Pamela Genini, uccisa a Milano il 14 ottobre scorso dall’ex compagno Gianluca Soncin, per il quale la Procura ha chiesto il processo immediato. La profanazione della tomba ha aggiunto un nuovo trauma a una storia già segnata da una violenza estrema, riportando la comunità di Strozza e la famiglia della giovane dentro un dolore pubblico e giudiziario ancora aperto.

Gli accertamenti proseguono nel massimo riserbo. La presenza di Dolci al Comando provinciale dei carabinieri e l’arrivo della sua legale indicano una nuova fase di approfondimento, ma allo stato non risultano provvedimenti comunicati nei suoi confronti. Il punto centrale resta l’identificazione di chi ha violato il loculo e ha compiuto l’oltraggio alla salma.