Napoli

 

Mentre la città di Napoli si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, il caso della morte del piccolo Domenico Caliendo torna a scuotere l'opinione pubblica, intrecciando il dolore di una madre con le complesse dinamiche di un'inchiesta per colpa medica che stenta a decollare. Domani, nel Duomo di Napoli, avverrà l’incontro tra il Pontefice e Patrizia Mercolino, madre del bimbo di soli due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio a seguito di un trapianto di cuore fallito. "Domani incontrerò il Papa, con me ci sarà anche Domenico", ha dichiarato la donna, sottolineando come la memoria del figlio sia il motore di una battaglia legale che oggi registra un nuovo, discusso rallentamento.

Interrogatori rinviati: la decisione del GIP

Proprio la visita papale è stata alla base dello slittamento procedurale deciso dal GIP del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino. Su istanza dei legali dei due cardiochirurghi indagati - Guido Oppido (difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge) ed Emma Bergonzoni (assistita da Vincenzo Maiello) - il giudice ha disposto il rinvio dei nuovi interrogatori preventivi al prossimo 21 maggio. L'inchiesta ruota attorno alle circostanze del decesso del bambino, avvenuto dopo un intervento che, secondo le denunce della famiglia, sarebbe stato eseguito con un "cuore congelato". Un'accusa gravissima che la magistratura sta cercando di verificare attraverso perizie tecniche e testimonianze.

L’ira della famiglia: "Medici ancora in servizio"

Il rinvio degli interrogatori non è stato accolto con favore dalla famiglia Caliendo. Attraverso il legale Francesco Petruzzi, i genitori hanno espresso un duro dissenso nei confronti della gestione delle misure cautelari. Il punto centrale della contestazione riguarda la posizione lavorativa dei due professionisti: Emma Bergonzoni risulta tuttora in servizio presso l'Ospedale Monaldi di Napoli, Guido Oppido sebbene sospeso dal medesimo nosocomio, secondo la difesa di parte civile, non avrebbe impedimenti formali a operare in altre strutture. "Questo è intollerabile", ha dichiarato l'avvocato Petruzzi. "Chiediamo con fermezza che venga emessa nei loro riguardi una misura che impedisca loro di operare, a tutela della collettività e della trasparenza dell'inchiesta".