Non un semplice rinfresco, ma un vero e proprio percorso simbolico e teologico quello allestito nella Chiesa di San Francesco di Paola di Napoli per l’arrivo di Papa Leone XIV. Dopo la tappa a Pompei, il Santo Padre è stato accolto da una composizione che parla il linguaggio antico delle Scritture: il "Tavolo dei Frutti Biblici".
L’iniziativa porta la firma di Pasquale Esposito, fondatore della EP Spa, che ha voluto omaggiare il Pontefice non con un banchetto convenzionale, ma con un’esposizione visiva di profondo significato spirituale.
Il Simbolismo del Tavolo
L’allestimento, curato nei minimi dettagli, si presenta come un mosaico di colori e significati. Ogni frutto scelto non è solo un omaggio alla terra, ma un richiamo a concetti cardine della dottrina cristiana:
La Manna: Il punto di partenza, simbolo della provvidenza divina e del "pane che scende dal cielo" per nutrire l'anima.
Il Melograno: Con i suoi chicchi stretti l'uno all'altro, rappresenta l'unità della Chiesa e dei suoi fedeli, oltre alla speranza nella risurrezione.
L’Uva: Segno di salvezza e ponte di comunicazione diretta tra l’uomo e Dio.
I Datteri: Antico emblema di vittoria e trionfo spirituale.
Le Ciliegie e i Fichi: Simboli intrecciati di passione, purezza, sapienza e benessere, che completano l'armonia del tavolo.
Le parole di Pasquale Esposito
"Abbiamo immaginato di dimostrare la nostra fede attraverso questi frutti trasmessi dalla Bibbia," ha spiegato Pasquale Esposito ai microfoni di OttoChannel nel raccontare l’ispirazione dietro l’allestimento. "Il Santo Padre arriverà da Pompei e avrà già pranzato; per questo abbiamo puntato su qualcosa che fosse bello visivamente, ma soprattutto un momento di riflessione per tutti noi."
L’impatto scenografico nella chiesa di San Francesco di Paola è notevole: un cerchio di natura e spiritualità posto nel cuore dell’edificio sacro, capace di trasformare il concetto di "accoglienza" in un atto di devozione visibile. Un gesto che unisce l'eccellenza operativa della EP Spa alla profonda sensibilità religiosa della comunità napoletana, offrendo a Papa Leone XIV un benvenuto che nutre, prima di tutto, lo spirito.