di Paola Iandolo
Comparirà il 12 giugno davanti al gip del tribunale di Matera, il giovane atripaldese C.G. accusato di truffa e sottoposto ai domiciliari. Il giovane, affiancato dall'avvocato Alfonso Maria Chieffo, sarà giudicato con rito abbreviato dopo il giudizio immediato disposto dalla procura di Matera. La truffa - nel febbraio del 2025 - era andata a segno dal momento che la donna aveva consegnato dapprima 900 euro e successivamente un importo complessivo di 11.000 euro, oltre a numerosi monili in oro.
La ricostruzione
Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, il ventenne con complice avrebbe utilizzato lo schema tipico delle truffe in danno agli anziani. La vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da due persone che si sono presentate come un carabiniere e un avvocato. Alla donna è stato riferito che il nipote era rimasto coinvolto in un incidente stradale, durante il quale avrebbe investito una persona, e che si rendeva necessario pagare con urgenza spese legali e risarcimenti per evitare conseguenze penali.
Il ruolo del complice
Nel corso della telefonata, il presunto avvocato avrebbe spiegato di non poter raggiungere personalmente l’abitazione, annunciando l’invio di un incaricato per ritirare il denaro. Poco dopo si sarebbero presentate alcune persone, tra cui il giovane irpino arrestato, che con questo pretesto si sarebbero fatti consegnare dalla donna contanti oltre ad oggetti in oro per un valore complessivo di circa diecimila euro. Le indagini hanno preso avvio dall’analisi dei tabulati telefonici: le schede utilizzate per le chiamate risultavano intestate a cittadini del Bangladesh residenti tra Emilia-Romagna e Veneto, elemento che ha fatto ipotizzare agli investigatori l’esistenza di una rete organizzata alle spalle della truffa.