Si è tenuto oggi, giovedì 8 maggio 2026, presso il Carcere Borbonico di Piazza Alfredo de Marsico ad Avellino, il convegno “Gli Irpini nella Costituente: 80 anni dopo”, promosso dall’Associazione Irpini per l’Irpinia in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Assemblea Costituente italiana. A chiudere i lavori è intervenuto Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno.
L’evento ha riunito istituzioni, studiosi e rappresentanti della società civile in un luogo dal forte valore simbolico: un antico carcere borbonico trasformato in spazio di cultura e memoria. Una scelta carica di significato: parlare di Costituzione e di diritti proprio lì dove, un tempo, quei diritti venivano negati.
Ad aprire i lavori è stata Egle Bianco, Presidente dell’Associazione Irpini per l’Irpinia. Hanno quindi portato il loro saluto Rizieri Buonopane, Presidente della Provincia di Avellino, Fabio Benigni, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, e Francesca Spena, Presidente del Tribunale di Avellino. I lavori sono stati moderati dal giornalista Franco Genzale.
Ad aprire il dibattito è stato Luigi Fiorentino, Presidente del Centro di Ricerca Guido Dorso, con un’ampia introduzione al tema: un affresco storico sui padri costituenti irpini che ha restituito al pubblico la misura di quanto questa provincia abbia inciso sulla nascita della Repubblica, inquadrandone il contributo nel più ampio contesto della storia del Mezzogiorno e del pensiero meridionalista. Andrea Covotta, Direttore RAI Quirinale, ha concentrato il suo intervento su Fiorentino Sullo, il più giovane padre costituente d’Italia. Attraverso una narrazione precisa e appassionata ha ricostruito il percorso umano e politico di questo protagonista della storia irpina e nazionale, restituendone la visione del Sud e la capacità di guardare lontano in un momento in cui il Paese stava ancora raccogliendo le macerie della guerra. Erano presenti come relatori Franco Gaetano Scoca, figlio del padre costituente Salvatore Scoca, Avvocato e Professore Emerito di Diritto Amministrativo, e Maria Rosaria Covelli - figlia di Alfredo Covelli, Presidente della Corte d’Appello di Napoli. La loro presenza ha portato in sala qualcosa di raro e prezioso: la memoria familiare, i ricordi personali, il racconto di chi quei protagonisti della storia li ha conosciuti nella vita di ogni giorno. La storia si è fatta voce ed emozione, e l’aula ha ascoltato in silenzio, consapevole di trovarsi di fronte a qualcosa di irripetibile.
Eletta il 2 giugno 1946, lo stesso giorno del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, l’Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 e approvò la Costituzione il 22 dicembre 1947, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Un percorso di diciotto mesi durante i quali l’Italia, uscita devastata dalla guerra, seppe trovare la forza per darsi una Carta che ancora oggi rappresenta una delle più avanzate al mondo. In quel percorso, l’Irpinia era presente.
Tra i deputati eletti nella XXXIV circoscrizione (Benevento-Avellino-Salerno) figurano i padri costituenti irpini: Salvatore Scoca (DC), Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro e delle Finanze; Fiorentino Sullo (DC), originario di Paternopoli, il più giovane padre costituente d’Italia con soli 25 anni, voce instancabile del Sud e delle autonomie locali; Alfredo Covelli (Blocco Nazionale della Libertà), la cui presenza all’Assemblea ricorda che quella Carta non fu scritta da una sola parte politica, ma fu frutto di un confronto autentico tra visioni diverse del mondo. Accanto a loro, Alfonso Rubilli, Costantino Preziosi, Ireneo Vinciguerra e Giuseppe De Falco: uomini di partiti e storie diverse, uniti dalla stessa straordinaria responsabilità. Ognuno di loro portò in quell’aula un pezzo di questa terra. Un pezzo di noi.
"Celebrare gli 80 anni della Costituente - ha dichiarato la presidente Egle Bianco - non è per noi una ricorrenza scolastica. È un atto di responsabilità verso la nostra comunità e un omaggio a quegli uomini che, partendo da questa terra, hanno contribuito a costruire le fondamenta della Repubblica. Ascoltare oggi i figli di Scoca e Covelli raccontare i loro padri è stato un privilegio straordinario: la storia si è fatta presente, viva, umana.
L’Irpinia era lì, ottant’anni fa. E l’Irpinia vuole esserci anche oggi, con la stessa determinazione e la stessa passione.”